Idroelettrico, Scoccimarro a IV Commissione: “Società regionale si farà”

13.01.2022 – 19.15 | ‘Questa delibera, reduce dall’approvazione preliminare in sede di Giunta regionale e poi anche di Consiglio delle Autonomie locali (Cal), va ad approvare la cessione dell’energia elettrica che i concessionari sono obbligati a fornire gratuitamente alla Regione Friuli Venezia Giulia da destinarsi al 100% alle Comunità di montagna e ai Comuni interessati dalle derivazioni. Inoltre, vengono stabilite le tipologie di servizi pubblici e le categorie di utenti che possono beneficiare di energia gratuita. In questo modo, andiamo a ripartire circa un milione e mezzo di euro tra i Comuni, mentre verrà suddivisa anche la quota delle concessioni per un totale di poste da oltre 13 milioni per la montagna e maggiori servizi per i cittadini’.
Lo ha reso noto l’assessore regionale a Difesa dell’ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, Fabio Scoccimarro, nel corso dei lavori della IV Commissione consiliare, presieduta da Mara Piccin (Forza Italia) e riunita nell’emiciclo di piazza Oberdan a Trieste, durante un’audizione dedicata al tema dello stato dell’arte della legge regionale 21/2020 (Disciplina dell’assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni d’acqua a uso idroelettrico), con particolare riguardo al tema dei canoni concessori, rivieraschi e aggiuntivi.
L’intervento di Scoccimarro è seguito alle audizioni di alcuni dei principali portatori di interesse (intervenuti tutti in modalità telematica) che hanno consentito all’assessore di dettagliare in merito alla deliberazione della Giunta regionale 1872 del 2 dicembre 2021, legata ancora alla Lr 21/2020 e, in particolare, all’articolo 25 comma 5. Nello specifico, il tema era quello della cessione di energia a titolo gratuito da parte dei concessionari di impianti di grande derivazione d’acqua a uso idroelettrico. Sono quindi stati analizzati i criteri per il riparto dell’energia ceduta tra le Amministrazioni interessate, le tipologie di servizi pubblici e le categorie di utenti che possono beneficiare dell’energia elettrica ceduta.
Prima Commissione regionale permanente a riunirsi nel 2022, le attività della IV (moderate da Piccin collegata da remoto con il vicepresidente Lorenzo Tosolini, Lega, a coordinare in aula) si sono esaurite tuttavia a fine mattinata, per lasciare spazio come previsto alla convocazione pomeridiana del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, presieduto da Piero Mauro Zanin. Per questo motivo, l’espressione del parere sulla delibera da parte dei commissari è stato rinviato a una prossima seduta della Commissione.
Le istanze territoriali, in precedenza, erano state sottolineate dai portatori di interesse (numerosi anche i contributi, i documenti e le relazioni inoltrati on line), a partire da Franceschino Barazzutti (Comitato per la tutela delle acque del bacino montano del Tagliamento) che ha esordito citando ‘due emergenze: ridare acqua al Tagliamento e ripristinare la naturalità del lago di Cavazzo o dei Tre Comuni, sconvolto dallo scaricamento di acque gelide e spesso fangose’.
Gianfranco Osualdini (Comitato Valmeduna) ha espresso il suo stupore per il fatto che ‘la Regione non sia riuscita a rispettare i tempi che lei stessa si era imposta per la costituzione della società pubblica con perdita di risorse e opportunità di crescita per i territori. Siamo fortemente preoccupati di poter rispettare i termini posti a livello nazionale e auspico la presenza di tutti i sindaci nelle fasi decisionali con il supporto di un gruppo di legali esperti nell’idroelettrico anche al fine di garantire la sicurezza per i lavoratori del comparto’.
Il Comitato Valcellina, attraverso le parole di Fabia Tomasino (presente anche Marco Casagrande) ha rivolto ‘un accorato appello al fine di provvedere quanto prima alla concretizzazione delle opere, perché stiamo perdendo un’occasione unica. Chiediamo la valorizzazione del demanio idrico che va tutelato con la nomina di un commissario straordinario, vista la gravità dei nostri problemi’. Il Comitato Sopravvissuti del Vajont è intervenuto con una missiva di Michela Coletti, mentre il Movimento per la tutela dell’Arzino, attraverso Dario Tosoni, ha rivendicato ‘l’esigenza di tutelare i torrenti ancora intatti, un patrimonio che non può essere venduto con le concessioni per piccoli finanziamenti oppure energia a titolo gratuito o agevolato’.
Il Coordinamento del Grande idroelettrico italiano è stato invece rappresentato da Ezio Roppolo (Valle d’Aosta), Giovanni Curti (Sondrio) e Gianfranco Pederzolli (Trentino Alto Adige) che hanno ricordato come ‘l’idroelettrico sia la principale risorsa economica e naturale delle montagne, sfruttata in maniera scriteriata con una filosofia antica, portatrice di eventi disastrosi. È necessario cambiare passo e ora, visto che molte Regioni hanno potuto deliberare, si apre uno scenario nuovo. Quello del Fvg è un esempio di rara sinergia che va ascoltato attraverso il lavoro dei comitati locali’.
Ermes De Crignis (Comunità di montagna della Carnia) si è raccomandato che ‘la gestione dei canoni sia gestita dalle comunità montane, lavorando in modo coeso per progetti mirati che portino risultati importanti’. Il Gruppo di lavoro Grande idroelettrico ha altresì coinvolto i sindaci Igor Alzetta (Comune di Montereale Valcellina), Michele Benedetti (Ampezzo) e Marina Crovatto (Meduno) che, prima di esporre un documento unitario, hanno sottolineato ‘il valore del ripristino ambientale legato a queste opere, partendo anche da situazioni d sicurezza su un territorio ampio e non omogeneo. Chiediamo di essere coinvolti attraverso una consultazione periodica, ma anche di avere dei cronoprogrammi’.
Particolarmente intensa la discussione generale che ha visto gli esponenti del Partito democratico particolarmente attivi. La consigliera Mariagrazia Santoro si è detta insoddisfatta per ‘la ripartizione dei proventi contenuta nella delibera: singoli Comuni come beneficiari non rientrano in una visione che ha la sostenibilità complessiva come tema importante: il tema dell’area vasta è quindi cruciale’. Il collega Nicola Conficoni ha portato il discorso anche sul sociale, mentre il capogruppo Diego Moretti ha parlato di ‘figli e figliastri. Ci sono infatti Comuni che non avranno niente e resteranno esclusi da tutto: serve un ripensamento, anche rispetto a quanto detto da alcuni colleghi della Maggioranza. Ecco perché l’approvazione di questo provvedimento va rinviata’. Ultimo dem a esprimersi, Enzo Marsilio ha auspicato ‘una visione e un ragionamento complessivi, altrimenti si aprono fronti di guerriglia tra Comuni. Stiamo mettendo in campo un’assurdità e rischiamo di generare un meccanismo che non fermeremo più’.
Cristian Sergo (M5S) ha chiesto ‘se il riparto sia stato realmente condiviso da tutti i Comuni dell’arco montano’, nonché ‘se ci sia qualche contrarietà e perché’, affiancato in questo da Massimo Moretuzzo (Patto per l’Autonomia) e da Luca Boschetti (Lega), interessato anche ‘alle cifre presenti nelle tabelle. Alcuni Comuni, purtroppo, restano fuori per mancanza di un bacino che va verso il Tagliamento e non è corretto destinare l’80% ai Comuni’.
Se Furio Honsell (Open Sinistra Fvg) si è soffermato su due questioni, ‘lo stato dell’arte a un anno dall’approvazione della legge e gli accordi tra assessorati ad Ambiente ed Enti locali sulla ripartizione delle risorse legate alla concertazione’, Emanuele Zanon (Regione Futura) ha evidenziato ‘le scadenze imminenti, auspicando il coinvolgimento della Commissione insieme a sindaci e territorio per un percorso comune’. Il pentastellato Mauro Capozzella (M5S), infine, ha rimarcato i termini ‘lentezza e inerzia. La Regione Fvg è stata bravissima a cogliere quest’opportunità all’unanimità, ma da allora poco o nulla è successo’.
La replica dell’assessore Scoccimarro ha rispedito al mittente ‘qualsiasi accusa di inerzia e lentezza. Anzi, i tempi per la costituzione della società regionale – ha precisato – sono quelli previsti e attendiamo le indicazioni degli studi legali e di progettazione per il bando di gara per le grandi derivazioni scadute e in scadenza, nonché per la definizione dei canoni. Sui criteri di ripartizione dei canoni, abbiamo ascoltato territorio e Cal, condividendo un percorso che ha portato all’80% a favore dei Comuni interessati dalle derivazioni e il 20% alle Comunità di montagna’. Infine, riguardo ai dubbi manifestati da Santoro sulla possibilità di costituire realmente l’auspicata società regionale, Scoccimarro ha confermato in maniera categorica che ‘si farà, senza sé e senza ma. Abbiamo svolto un lavoro molto intenso: serviva un accordo con il territorio e i suoi rappresentanti per uno schema di riparto che valesse non solo per questo regolamento ma, in generale, per ciascun provvedimento in materia di grandi derivazioni d’acqua a uso idroelettrico’.
C.S. Consiglio regionale FVG