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sabato, 28 Maggio 2022

Covid, per Zalukar (Misto) curare a domicilio a Trieste è possibile ma manca la volontà

18.01.2022 – 17.33 – “Il Friuli Venezia Giulia ha superato i valori soglia di occupazione Covid, sia nelle terapie intensive che nei reparti ordinari. Ci avviciniamo così alla zona arancione: il rischio era prevedibile, ma si è fatto poco o nulla per diminuire la pressione sugli ospedali”.
Lo segnala in una nota il consigliere regionale Walter Zalukar (Gruppo Misto), aggiungendo che “da anni si sta ripetendo che è necessario potenziare la medicina sul territorio, annunciando progetti faraonici declinati in un futuro più o meno lontano. Ma cosa si sta facendo oggi di utile? Eppure, a Trieste, ci sono i distretti, è stata mantenuta una Centrale operativa (benché spogliata dell’emergenza) ed esiste un Centro prime cure all’ospedale Maggiore, che aspetta solo di essere valorizzato. Perché, allora, non si parte da tutto ciò?”.
“È vero – aggiunge il consigliere regionale – che medici e infermieri sono pochi, ma quando le risorse umane scarseggiano vanno organizzate e coordinate al meglio, pagandole anche di più. Serve una pianificazione semplice e chiara, esente da inviluppi burocratici, che configuri una rete il cui primo nodo è costituito dal Distretto, dove arrivano tutte le richieste di intervento a domicilio tramite la Centrale operativa di via Farneto. Sulla base della chiamata e seguendo procedure chiare e puntuali (note e accessibili a tutti, costantemente verificate e aggiornate) viene definita la risposta operativa più appropriata disponibile in quel momento: dall’attivazione di Usca o guardia medica, fino al contatto con il medico di Medicina generale (Mmg)”.
“Il malato deve essere preso in carico dal sanitario, Usca o Mmg, che in caso di necessità attiva il Servizio infermieristico domiciliare (Sid) per assistere il paziente in sicurezza a domicilio. Prevedendo la possibilità di invio di personale titolato (medici e infermieri) per accertamenti diagnostici – spiega ancora Zalukar – senza spostare il paziente dalla residenza (con disponibilità di telemedicina), nonché l’esecuzione di consulenze specialistiche domiciliari, che si possono facilmente attuare con l’aiuto degli specialisti delle strutture ospedaliere tutt’ora sottoutilizzate”.
“All’esigenza di accertamenti radiologici o di osservazione temporanea – conclude la nota dell’esponente del Gruppo Misto – può provvedere il Centro Prime cure del Maggiore, trasformato in presidio Covid (anche a protezione del Pronto soccorso dell’ospedale di Cattinara), con il valore aggiunto di poter disporre in tempo reale della consulenza infettivologica. Tale pianificazione sarebbe facilmente realizzabile in poco tempo”.
[c.s]
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