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venerdì, 2 Dicembre 2022

Mix vaccini efficace e sicuro: cosa dice la scienza

27.12.2021-12.50 – Uno dei grossi problemi che sta affiorando in questi giorni in Italia relativamente alla somministrazione dei vaccini, è che in alcune regioni come il Friuli Venezia Giulia, la mancanza di dosi Pfizer sostituite dal booster di Moderna sta destando nella popolazione non poche incertezze. Secondo quanto riportato da TG RAI FVG, sono molte le persone, che dopo aver ricevuto le prime due dosi di un vaccino, stanno rifiutando una terza diversa dal primo perché convinte che la vaccinazione per essere efficace debba essere della stessa tipologia di dose. Una paura, che non ha nessun fondamento scientifico, ma comprensibile se non spiegata. Secondo dati ben documentati sia per l’insorgere di nuovi problemi di sicurezza, come casi di trombocitopenia e trombosi indotte da vaccino o pause nell’immunizzazione dei giovani con vaccini mRNA a causa di preoccupazioni per la miocardite, sia per timori circa la diminuzione dell’immunità vaccinale e la possibilità che i programmi esistenti non proteggano dalle nuove varianti, è da mesi che molti paesi stanno cercando delle alternative che eliminino il più possibile gli effetti secondari e siano più efficaci sulle varianti. Tra queste soluzioni la vaccinazione eterologa è quella che sta dando risposta anticorpale e neutralizzante superiore rispetto ai programmi omologhi, quelli di somministrazione di un singolo vaccino per il completamento del ciclo vaccinale.
Non solo, studi recenti  suggeriscono che gli individui a cui è stato somministrato Chadox1 nCoV-19 (Astrazeneca) come prima dose seguito da Bnt162b2 (Pfizer) o mRNA-1273 (Moderna) come seconda dose, sperimentano una robusta risposta cellulare e immunitaria, con un’incidenza molto bassa di eventi avversi tromboembolici durante il follow-up associati a questi programmi. I risultati di queste ricerche sostengono l’uso di un iter vaccinale eterologo come alternativa efficace per aumentare l’immunità della popolazione contro Covid-19. Risultati che potrebbe avere importanti implicazioni anche per le strategie di vaccinazione, ossia da un punto di vista della flessibilità nel reperimento delle dosi, e di conseguenza nella lotta contro la pandemia.
Ad oggi i dati suggeriscono che mischiare i vaccini risulti essere una risposta ancora più efficace per combattere il Covid e le varianti. Una tesi confermata anche dal Dott. Carlo Tascini infettivologo del Dipartimento di malattie infettive di Udine: “Non comporta nessun cambiamento, anzi i dati che abbiamo dagli studi sia dagli Usa che da Israele, ci dicono che Moderna è il vaccino che dà la maggiore protezione da 5 a 10 percentuali in più rispetto Pfizer. – Ha commentato Tascini – Attualmente tutti gli studi ci stanno dicendo che la vaccinazione eterologa fatta con più vaccini ha una maggiore copertura anche contro le varianti. Rimandare adesso per chi è intorno al sesto o settimo mese dalla seconda dose, in un momento di picco pandemico, è un errore”.

[l.f]

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