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martedì, 4 Ottobre 2022

“Un libro per la SGT”: doppio evento nel weekend con Dante e il basket

26.11.2021 – 11.23 – Dante e la pallacanestro, la Divina Commedia e gli undici, storici, scudetti del basket SGT.
Il ciclo di presentazioni “Un libro per la SGT” continua questo weekend con un doppio appuntamento: sabato 27 novembre, ore 18, verrà presentato il libro “Il canestro del secolo”, di Silvio Maranzana, mentre domenica 28, ore 18, la dott. ssa Valentina Petaros approfondirà il tema di “Dante e le leggende in Istria”. L’accesso è gratuito, previo Green Pass; al termine viene offerta una visita guidata al Museo SGT e alla mostra “Il Dante ‘adriacus’: una storia risorgimentale”.
Cent’anni fa, nel 1921, sul campo all’aperto della Società Ginnastica Triestina, veniva giocata a Trieste la prima partita di basket-ball, sport rinominato in Italia dapprima palla al cesto e poi pallacanestro. Sabato 27 novembre alle ore 18, nella stessa sede della SGT, esattamente a un secolo di distanza, sarà ricordato quell’evento assieme all’arrivo stesso in città di questo sport sbarcato un anno prima, nel 1920, al ricreatorio De Amicis di San Vito. L’occasione è fornita dalla presentazione del libro del giornalista Silvio Maranzana, intitolato “Il canestro del secolo. Come cent’anni fa il basket arriva a Trieste e come Trieste vince undici scudetti”, stampato da Luglio Editore. Il successo della palla al cesto fu rapido, tale da fruttare alla città, tra il 1930 e il 1958, ben undici titoli italiani: cinque con i maschi e sei con le femmine.
Nel corso della serata si alterneranno al microfono, oltre all’autore, “storici” dello sport triestino e dei Ricreatori comunali, e alcune “ragazze” che si fregiano dello scudetto vinto nel 1958. Rievocare i decenni pionieristici di questo sport significa però implicitamente ripercorrere seppure da un angolo particolare una parte della storia di Trieste e dell’Italia. Un’operazione che sarà resa più suggestiva dalla proiezione di una serie di filmati, in particolare dell’Istituto Luce, che inquadrano bene il clima politico culturale delle varie epoche e l’evoluzione delle caratteristiche del gioco, molto diverso dal basket di oggi.

La Divina Commedia rappresenta non solo un’opera letteraria, quanto un viaggio: spirituale, attraverso Inferno, Purgatorio e Paradiso; ma soprattutto geografico, attraverso l’Italia medievale. Si va dalla Sicilia, alla Toscana, alla Romagna: i luoghi danteschi s’intrecciano allora con l’esilio del Vate, con la sua natura di esule per eccellenza.
Quale fu la presenza, in quest’ambito, di Dante nelle terre affacciate sul mar Adriatico?
Quale tracce ha lasciato il Vate in Venezia Giulia? E in Istria?
Davvero il gutturale “Ce fas-tu” si riferisce al dialetto istrioto-friulano?
La leggenda della presenza del Dante ‘adriacus’ verrà approfondita questa domenica 28 novembre, ore 18, dalla dott.ssa Valentina Petaros Jeromela. L’opera in oggetto – Dante e le leggende in Istria – analizza infatti con una ricchezza di fonti e linguaggio la presenza o meno “dantesca” nelle terre dell’Adriatico, con una speciale enfasi su miti e leggende. Dalla grotta di Tolmino, allo scoglio di Dante a Duino, ai codici di Isola: procedendo dalla leggenda alla realtà storica, attraverso una geografia di toponimi e bibliografie, di terzine e analisi grammaticali.
Un’opera di ricerca che trova un ideale connubio con la storia irredentista della SGT, a sua volta adorna di simboli danteschi e risorgimentali, celebrati nell’occasione dei settecento anni dalla morte del “sommo poeta”. La conferenza ha infatti ricevuto il patrocinio ufficiale della Lega Nazionale di Trieste, la quale a sua volta festeggia 130 anni di storia, e della Società Dante Alighieri di Capodistria.

[z.s.]

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Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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