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mercoledì, 17 Agosto 2022

“No pass unitevi”, la Trieste che manifesta verso la zona gialla

18.11.2021 – 11.13 – Il fronte no pass è sempre più compatto. Dopo la nascita (e il discioglimento) di numerosi Comitati, le beghe interne e la difficoltà di dialogo con le autorità, pare finalmente esserci una vera e propria unione di intenti all’interno dei gruppi. Di ieri la nota congiunta diramata dal Comitato “Costituzione in Azione” e sottoscritta dall’Associazione “Vivere e Sopravvivere”, dal Coordinamento No Green Pass Trieste, dal Comitato “Pordenone per la Libertà” e naturalmente da La gente come noi Friuli Venezia Giulia, il gruppo capitanato da Stefano Puzzer.
I no pass parlano di “intimidazioni mediatiche”, rinnovando l’invito a “non sottoporsi al test dal tampone e astenersi dal lavoro” nelle giornate del 22 e 23 novembre, in un periodo storico che viene definito “di grave emergenza democratica, sociale ed economica”.
A un mese dallo sgombero del varco quarto del porto di Trieste, avvenuto dopo una lunga opera di mediazione da parte della Polizia, i Comitati e i Coordinamenti hanno organizzato per oggi alle 13 una sorta di pellegrinaggio con deposizione di fiori “come simbolo di commemorazione dell’ennesimo atto di vilipendio della Costituzione – scrivono – allorquando il mondo intero ha assistito all’ingiustificabile violenza da parte di “corpi speciali di Polizia” che, su ordine del ministro dell’Interno, hanno utilizzato persino gli idranti e i lacrimogeni sulle persone che manifestavano pacificamente senza arrecare alcun danno” sostengono.

“Parteciperemo tutti uniti al corteo organizzato per la prossima settimana dal Coordinamento No Green pass di Trieste” scrivono, e precisano come “la direttiva del ministro degli interni non abbia modificato nulla: i Comitati Provinciali per l’Ordine e la Sicurezza pubblica restano gli unici organismi deputati a modulare le manifestazioni sui territori di competenza”. Ed è proprio a seguito di due riunioni del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, tenutesi in Prefettura il 12 ed il 13 novembre che, in attuazione della Direttiva del Ministro dell’Interno del 10 novembre 2021, il prefetto di Trieste Annunziato Vardè ha individuato per la città di Trieste specifiche aree cittadine sensibili e che vengono temporaneamente interdette allo svolgimento di manifestazioni pubbliche. Oltre alla zona del centro storico e alcuni luoghi definiti “obiettivi sensibili”, la direttiva contempla il divieto a manifestare nelle aree prospicienti ai varchi numero uno e quattro di accesso al Porto Nuovo di Trieste.

Un nuovo corteo è atteso per martedì 23 novembre. Partenza ore 16 e 30 da piazzale delle Puglie a Chiarbola. 
Stando a quanto comunicato dai Coordinamenti pare che il gruppo no vax e no pass sia sempre più numeroso: Puzzer ha annunciato all’Ansa la prossima costituzione di un Coordinamento portuale di lavoratori contro la certificazione verde a Genova, La Spezia, Venezia e che si stanno coinvolgendo Marsiglia e Capo d’Istria. Tentare di dare respiro internazionale alla protesta sembra essere il prossimo passo dei no pass: “Quello che è successo e sta succedendo oggi credo sia sintomatico di come questa resistenza che si sta muovendo in Italia stia funzionando” ha aggiunto Stefano Puzzer. “Costituzione in Azione” conferma difatti l’intenzione di “lavorare coordinati per portare a Dicembre, in una piazza del Friuli Venezia Giulia, una grande manifestazione Internazionale durante la quale interverranno alcune personalità di rilevanza scientifica e culturale, finalizzata alla diffusione della più corretta informazione possibile, che possa stimolare il contraddittorio peculiare delle società democratiche”.

Vi è poi il tema del costante aumento dei contagi e del rischio di passaggio in zona gialla: nella giornata di ieri sono stati rilevati 651 nuovi contagi con tampone molecolare e 36 da test rapido. Le persone ricoverate in terapia intensiva sono 25, mentre i pazienti in altri reparti risultano essere 178. I decessi complessivamente ammontano a 3.911, con la seguente suddivisione territoriale: 874 a Trieste, 2.036 a Udine, 691 a Pordenone e 310 a Gorizia. Con il trend in aumento e un cambio cromatico sempre più verosimile, la regione si sta preparando all’introduzione delle ormai note limitazioni che riguarderanno, prevedibilmente, anche le modalità di svolgimento delle proteste.

mb.r

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