08.11.2021 – 10.33 – La crescita delle infezioni Covid, connessa al progredire del clima freddo che incentiva gli assembramenti nei luoghi chiusi e viene accelerato nel caso del Nord Est dalle proteste No Green Pass, preoccupa le autorità sanitarie, sebbene si rimanga lontani dai numeri pandemici del 2020. In linea generale sembra profilarsi per il Veneto e il Friuli Venezia Giulia l’ingresso in zona gialla a dicembre, sebbene a livello pratico il cambio di colore non comporti particolari novità.
“Con i numeri attuali è ragionevole aspettarsi il raggiungimento del plateau a quota 15mila casi giornalieri attorno a Natale. Questo non significa che avremo per forza gran parte delle Regioni in giallo, perché il sistema dei colori è molto legato ai ricoveri. Se saremo rapidi con le terze dosi, potremo sopportare anche un numero di casi così alto”. Così il professore Fabrizio Pregliasco ha commentato il mutare dei dati. Appare in ogni caso difficile fare previsioni, considerando come l’andamento dell’epidemia sia ormai molto irregolare, con balzi in avanti e improvvise retrocessioni. Difficilmente si ripeterà quel meccanismo delle ondate intravisto nel 2020, con mesi di contagi in ritirata e altri invece caratterizzati da un improvviso aumento.
Il professore Giovanni Sebastiani, matematico del Cnr, ha osservato che “Fino a tre giorni fa si assisteva a un rallentamento della velocità di crescita in Italia. Poi, è iniziata una nuova risalita. C’è una estrema variabilità: nel tempo, perché non c’è una crescita o una decrescita regolare, ma anche dal punto di vista geografico, da luogo a luogo, perché abbiamo aree in cui virus accelera, altre in cui decelera. Lo stesso fenomeno si vede anche in altre Nazioni europee, penso sia dovuto alla forte contagiosità della variante Delta: basta veramente un piccolo focolaio per alimentare numeri alti”.
[i.v.]


