Kappa Vu esclusa da Salone del Libro di Torino, opposizioni stigmatizzano operato Gibelli, difesa della maggioranza

10.11.2021 – 18.30 | Nella giornata di oggi, mercoledì 10 novembre, tra le varie mozioni discusse nella seduta del Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, si è parlato anche di quella presentata come primo firmatario dal consigliere regionale di Open Sinistra FVG Furio Honsell contro l’assessore regionale alla Cultura, Tiziana Gibelli, a seguito dell’esclusione da parte di quest’ultima della casa editrice Kappa Vù dallo stand della Regione FVG al Salone del Libro di Torino. La mozione è stata comunque respinta dall’Aula.

“Per la prima volta nella storia di oltre 60 anni di questa Regione si è discussa una “mozione di censura” ai sensi dell’Art. 145 del Regolamento Regionale” ha spiegato Honsell in una nota, aggiungendo che con il suo comportamento, Gibelli “ha discriminato la casa editrice Kappa Vu”. Un atto sicuramente di grande gravità che, spiega Honsell, è giustificato ” dalla gravità della discriminazione”. Il consigliere si è quindi soffermato sul comportamento dell’Assessore, che “ha scelto di non partecipare al dibattito”. Nonostante il voto contrario alla mozione espresso dall’Aula, aggiunge Honsell “Molti hanno però riconosciuto che il comportamento tenuto da Gibelli, anche durante l’interrogazione avvenuta la settimana scorsa, sia stato “ingenuo” o “uno scivolone””.

Della vicenda ha parlato anche il gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle, che ha definito il comportamento di Gibelli “Una condotta del tutto illiberale”. I consiglieri pentastellati hanno quindi sottolineato che “non spetta alla politica decidere chi è o non è negazionista o riduzionista. Se gli enti preposti al finanziamento delle attività culturali fanno dipendere le proprie scelte da valutazioni soggettive dell’assessore, ci si incammina lungo una strada davvero pericolosa.”.

“Nessuno minimizza o nega le foibe o la travagliata storia del confine orientale che andrebbe anzi approfondita – ha commentato invece il consigliere regionale del Partito Democratico, Cristiano Shaurli – C’è solo un assessore che si arroga il diritto di escludere dallo stand del Fvg al salone del libro di Torino una casa editrice che, con centinaia di libri a catalogo è considerata ad esempio un’eccellenza per libri didattici, in lingua minoritaria e non solo. E lo fa con una scelta soggettiva e politica, perché, come ha chiaramente affermato Fedriga in Aula, a loro non piace la proprietà.”.

Al dibattito, in Aula, avevano partecipato anche esponenti degli altri partiti politici. Dal versante delle opposizioni, Massimo Morettuzzo, consigliere del Patto per l’Autonomia, aveva definito “inaccettabile” l’atteggiamento in Aula dell’assessore, mentre per i Cittadini Tiziano Centis ha affermato che si è trattato di “un grave errore da parte dell’assessore, che è chiamata a favorire lo sviluppo delle realtà culturali e non a sbarrare loro la strada.”.

Da parte della maggioranza, il sostegno a Gibelli è stato unanime. Giuseppe Nicoli, di Forza Italia, ha bollato la mozione come “inopportuna”, mentre Mauro di Bert di Progetto FVG, sembra riconoscere qualche pecca nell’operato di Gibelli, pur non trovandosi d’accordo con la mozione: “L’assessore è chiamato a decidere, e a volte presi dalla concitazione del dibattito in aula può capitare di andare oltre le righe. Noi confermiamo la stima per Gibelli.”. La replica più netta è arrivata da Claudio Giacomelli, di Fratelli d’Italia, che – chiarendo che la casa editrice non è stata esclusa dalla manifestazione, ma solo dallo stand istituzionale della Regione – ha così risposto ai colleghi dell’opposizione: “Se voi ritenete che quelle posizioni storiche, che io trovo aberranti, siano rappresentative del Fvg, siete fuori strada.”. “Nessuno impedisce alle case editrici di pubblicare quel che vogliono, ma è stata fatta una scelta discrezionale relativa a uno stand istituzionale” ha ribadito per la Lega il consigliere Mauro Bordin.

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