22.10.2021 – 10.35 – Prostituzione in un centro massaggi gestito da cittadini di nazionalità cinese in Viale D’Annunzio a Trieste. L’indagine, coordinata dalla locale Procura della Repubblica diretta da dottor Antonio de Nicolo e le investigazioni dirette dal Pubblico Ministero titolare del fascicolo processuale, il dottor Federico Frezza, esperite da personale della sezione “Criminalità diffusa, extracomunitaria e prostituzione” della Squadra Mobile del capoluogo giuliano hanno permesso di far emergere lo sfruttamento delle giovani massaggiatrici orientali. Le investigazioni si sono svolte con numerosi servizi di osservazione supportati dall’installazione di telecamere all’interno del centro. È stato così accertato come, anche in questo caso, l’esecuzione di ordinari massaggi corporali costituisse solo un aspetto marginale delle prestazioni offerte. Ai clienti, infatti, una volta fatti accomodare sull’apposito lettino veniva praticata, previo pagamento del corrispettivo variabile tra i 50 ed i 70 euro, nella quasi totalità dei casi la masturbazione ed in alcune occasioni anche pratiche sadomaso.
Nonostante non si siano registrati atti di violenza brutale ed eclatante ne di ribellione da parte della donne sfruttate, in realtà la gestione dei centri massaggi cela fenomeni di grave sfruttamento delle ragazze che vi lavorano, alle quali vengono imposti turni di “lavoro” pesantissimi (in genere, dalle 8 di mattina alle 23, senza mai uscire nemmeno per i pasti), e con corresponsione di compensi irrisori, che raramente superano il 20% dell’incasso.
Uno sfruttamento “intollerabile in una società civile” spiega la Questura di Trieste, le giovani sono “del tutto incapaci (per paura, per scarsa conoscenza anzitutto delle lingua, poi delle istituzioni, per timore di ritorsioni verso i parenti) di far valere i propri diritti fondamentali – raccontano – per far emergere tutto ciò è assolutamente indispensabile avviare le indagini di iniziativa”.
Già lo scorso mese di luglio, l’attività investigativa aveva consentito di acclarare come presso altro centro massaggi cinese venissero offerti ai clienti pratiche sessuali consistenti prevalentemente nella masturbazione. Nell’occasione era stata rinvenuta nella disponibilità della titolare la somma di 40.000,00 Euro in contanti e si era proceduto al sequestro del Centro Massaggi. Anche in questo caso la massaggiatrice è stata costretta, facendo leva sulle necessità economiche della stessa, a turnazioni di “lavoro” che sono andate ben oltre gli ordinari orari lavorativi permanendo all’interno del Centro per dodici ore consecutive e sette giorni su sette a fronte di una retribuzione di 200€ mensili. Anche la frugale consumazione dei pasti doveva essere fatta in loco, in quanto qualora fosse arrivato un cliente questi doveva essere immediatamente accolto ed assecondato nelle prestazioni richieste.
Sulla scorta degli elementi acquisiti, il Pubblico Ministero titolare dell’indagine ha iscritto nel registro degli indagati, per il reato di agevolazione/sfruttamento della prostituzione, una cittadina cinese quarantasettenne, titolare del Centro Massaggi, emettendo a suo carico e a carico di una connazionale impiegata nel menzionato Centro, ma residente nella città di Gorizia, un decreto di perquisizione personale e locale che è stato eseguito nella giornata di ieri presso il centro massaggi riferibile alla donna, nonché presso le loro abitazioni.
All’esito dell’attività delegata, eseguita dagli investigatori della Squadra Mobile di Trieste, coadiuvati da personale della Squadra Mobile di Gorizia, è stato sottoposto a sequestro il Centro Massaggi oggetto di monitoraggio.
b.b


