Proteste no Green Pass, Paoletti (Confcommercio): “Rischio di gravi ricadute per le imprese”

14.10.2021 – 12.50 – Senso di responsabilità e disponibilità al dialogo per scongiurare che, da proteste e blocchi delle attività, derivino gravi ricadute per le imprese di numerosi settori economici e i loro stessi addetti, già provati dall’epidemia da Covid -19 e da una ripresa ad oggi ancora non consolidata né trasversale. Questa la posizione di Antonio Paoletti, presidente di Confcommercio Trieste, a fronte delle manifestazioni anti-Green Pass che si susseguono da settimane e che ora minacciano di stoppare lo scalo e le realtà produttive ad esso correlate.“Ci sono comparti economici -ricorda Paoletti- che hanno già pagato duramente il costo della pandemia, rimanendo fermi per mesi, costringendo imprenditori a chiudere, dipendenti a rimanere in cassa integrazione o spesso anche senza occupazione e che solo ora, con l’applicazione di regole certe e forti di una diffusa vaccinazione al Covid-19, iniziano a risalire lentamente la china. Commercio, pubblici esercizi e segmento alberghiero -prosegue- vittime di autentici tracolli a seguito dei lockdown, proprio ora che possono tornare a lavorare, devono far fronte, pressoché ogni sabato, a cortei di protesta che bloccano la città, con negozi e locali pubblici certamente aperti ma vuoti e alberghi nei quali giungono regolari disdette di turisti che, per paura di disordini e situazioni di tensione, scelgono di rimanere a casa propria. Tutti questo, però – ribadisce chiaramente il presidente di Confcommercio – non esonera ovviamente gli imprenditori dagli obblighi verso i loro collaboratori, gli oneri di vario carattere e i fornitori, anche se la merce resta invenduta sugli scaffali e i tavoli rimangono deserti”.

Paoletti, in riferimento alle minacce di sciopero ad oltranza che paralizzerebbe traffici ed operazione nel terminal giuliano, nel ricordare come l’obbligo del tampone sia realtà normativa anche in altri Paesi europei, si rivolge quindi alla parte di lavoratori promotrice della protesta che rifiuta il test per accedere ai luoghi di lavoro.
“Da fonti portuali durante il Covid-19 – riprende il presidente di Confcommercio- sappiamo che all’interno dello scalo l’attività non è mancata e le chiamate al lavoro sono cresciute del +45%.
A quanti pertanto che, grazie a ciò, hanno evitato la perdita di emolumenti e lavoro e ora manifestano, chiediamo di comprendere come, il blocco della città, la chiusura dei traffici e la richiesta della creazione di corsie preferenziali rispetto alla soluzione di un problema che tocca tutti i lavoratori, stiano generando ulteriori danni economici e disagi ai più deboli.
Come Confcommercio-ricorda poi Paoletti-abbiamo dato la nostra disponibilità alle rappresentanze sindacali, ribadita anche nell’incontro con il Prefetto, a condividere il costo del tampone tra datore del lavoro e dipendente, andando a trattare sul valore del tampone stesso con chi li fornisce. Oltre a ciò, alle sigle sindacali del settore commercio, abbiamo proposto di poter suddividere il costo tra datore del lavoro e addetto, attingendo per collaboratrici e collaboratori dal valore delle ore permesso annuali che, ad esempio, nel settore commercio, sono ben 88″.

“Ora-conclude il presidente di Confcommercio- serve però buon senso perché l’organizzazione di blocchi e ed eventuali nuovi cortei per coagulare su Trieste la protesta del Nord Est, costringerebbe migliaia di persone a rischiare di non poter lavorare a causa di queste azioni, legate al mero rifiuto di un tampone di cui peraltro le aziende degli operatori portuali hanno già dichiarato di volersi sobbarcare l’onere. Speriamo pertanto che venga compresa la nostra posizione, volta alla tutela di molti, di molteplici attività economiche ed addetti e che si trovi al più presto una soluzione condivisa in grado di scongiurare ricadute negative ad ampio spettro per l’intero territorio”.

c.s