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martedì, 4 Ottobre 2022

Nel 2020 i morti di cancro sono risultati il doppio rispetto a quelli per Covid. Parola d’ordine? Prevenzione.

07.10.21-11.00-Ogni giorno in Italia vengono scoperti più di mille nuovi casi di tumore. Nel 2020, i morti di cancro sono stati il doppio rispetto a quelli per Covid. Se legati alle patologie cardiovascolari, il quadruplo. Queste statistiche (presentate da Giorgio Aprino, presidente LILT di Udine), seppur non vengano enfatizzate dai media, fanno riflettere su come sia fondamentale continuare a parlare delle altre malattie. La prevenzione e lo screening attualmente sono l’unico antidoto contro il cancro. Ma cosa vuol dire ‘fare prevenzione’?

La prevenzione comincia da noi, abbiamo sempre la possibilità di scegliere il nostro
stile di vita e regalarci salute. Fare prevenzione primaria vuol dire eliminare o ridurre i fattori di rischio che possono determinare l’insorgenza di una malattia. Basti pensare che in Italia, se tutti attuassimo una corretta prevenzione primaria, eviteremmo l’insorgenza di circa 90.000 nuovi casi di cancro ogni anno. Il Codice Europeo contro il cancro è formato di 12 punti per ridurne il rischio. Iniziando dallo sport e dall’alimentazione: entrambi questi aspetti della nostra vita sono essenziali per garantirci un buono stato di salute e un benessere presente e futuro, poiché se attraverso l’attività fisica insegniamo al nostro corpo come prendersi cura di sé, attraverso l’alimentazione forniamo ad esso gli strumenti indispensabili per farlo nel modo migliore.

Un altro punto riguarda il “non fumare”: il fumo di sigaretta contiene oltre 7.000 sostanze distribuite tra parte gassosa, sospensione corpuscolata e condensato. Almeno 70 di queste sono cancerogene. Il fumo di tabacco è la prima causa di morte per cancro. Molti dei tumori più frequenti sono causati dal fumo (es: polmone, cavo orale, faringe, laringe ed esofago). Il fumo – attivo o passivo – determina inoltre l’insorgenza di: broncopneumopatie croniche ostruttive (BPCO) e altre patologie polmonari croniche; gravi malattie del cuore e delle arterie (infarto, ictus, ipertensione arteriosa, etc.).

Successivamente, “non fare abuso di alcol”: sebbene sia stato dimostrato che una modica quantità di alcol al giorno, soprattutto di vino rosso, come previsto anche nella Dieta Mediterranea, abbia un effetto positivo sul nostro apparato cardiovascolare, non si deve dimenticare che l’alcol è una sostanza tossica per il nostro organismo, cancerogena e che può dare dipendenza. Il consumo eccessivo e inappropriato di bevande alcoliche e superalcolici è pericoloso non solo per il singolo individuo, ma anche per chi lo circonda. L’abuso di alcol aumenta il rischio di insorgenza dei tumori della bocca, della laringe, dell’esofago, del fegato, del colon e della mammella.

Anche alcune sostanze stupefacenti possono aumentare il rischio di cancro: una scoperta del 2003 dei ricercatori dell’Ibba – Cnr di Pisa identifica l’ecstasy e la cocaina, principalmente, come droghe che aggrediscono il Dna provocandone delle mutazioni, cioè alterando il materiale ereditario. “Ciò solleva molte preoccupazioni sugli effetti che si possono avere nelle generazioni future. Inoltre”, continua Bronzetti, “se consideriamo la stretta relazione tra mutagenesi e cancerogenesi, si può affermare che tali droghe possono essere causa di neoplasie”. I ricercatori hanno dimostrato anche la stretta correlazione tra dose ed effetto, in quanto un’assunzione prolungata nel tempo aumenta il danno a livello del Dna. Altri tipi di droghe, però, a volte vengono utilizzate come ‘alleati’ della medicina: si parla di analgesici (come i cannabionoidi), farmaci che attenuano o eliminano il dolore e che possono essere complementari alla terapia antitumorale.

E gli altri punti del Codice Europeo quali sono? Rendere la casa libera dal fumo; fare attività fisica ed una dieta sana; evitare un’eccessiva esposizione al sole; proteggersi sul lavoro dall’esposizione ad agenti cancerogeni e ad elevate concentrazioni di radon a casa; effettuare screening (intestino, seno, collo dell’utero); preferire l’allattamento al seno ed evitare la terapia ormonale sostitutiva (TOS); vaccinazione per neonati (epatite B) e per ragazze (papillomarvirus umano HPV).

Michela Porta

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