22.10.2021 – 7.00 | L’approvazione della manovra autunnale non ha avuto vita facile e sin dalle prime battute del dibattito il confronto tra le parti è stato acceso. In apertura, il relatore di maggioranza Alessandro Basso di Fratelli d’Italia aveva definito l’assestamento autunnale un “provvedimento conferma la capacità di amministrare e di ascoltare, agendo subito e destinando le risorse disponibili per soddisfare i bisogni dei territori e dei comparti economici e sociali”, mentre per l’opposizione il primo relatore Roberto Cosolini, del Partito Democratico, ha osservato come si tratti di un “‘impiego delle risorse regionali cercando di raggiungere obiettivi per approssimazioni successive”. L’altro relatore della minoranza, Cristian Sergo, del MoVimento 5 Stelle, ha invece constatato come l’assestamento bis “provvede a effettuare un mero spostamento di risorse economiche non spese. Purtroppo – ha aggiunto Sergo – però, al suo interno si trovano decisioni che di finanziario hanno davvero poco.”.
Lungo il dibattito, con uno dei temi più spinosi che si è rivelato essere quello dell’Aussa Corno: si è infatti stabilito che la Regione non potrà più esigere i 33 milioni di euro di credito vantati nei confronti dell’Ente. Su questo aspetto, che il dem Cosolini ha ritenuto essere “di facciata”, in quanto a suo dire “si poteva attuare già con le leggi precedenti”, l’assessore regionale alle Attività Produttive, Sergio Emidio Bini ha affermato che la Giunta ha voluto “coinvolgere il Consiglio su un passaggio strategico non solo per la Bassa friulana, ma per l’intera regione”. Il pentastellato Sergo ha ricostruito minuziosamente i passaggi giudiziari della vicenda, osservando come la misura “priva le famiglie e le aziende del Friuli Venezia Giulia di risorse”.
Accesissimo il dibattito anche riguardo ai dragaggi. A criticare con più veemenza l’operato della Giunta è stato il Partito Democratico, con Diego Moretti che ha definito la nomina di un commissario straordinario come un “ricorso al superuomo”, mentre Mariagrazia Santoro ha annunciato di voler richiedere a riguardo l’accesso agli atti. “Cosa può cambiare con un commissario che non ha poteri straordinari?” si è chiesto il pentastellato Sergo. In risposta, il capogruppo di Forza Italia, Giuseppe Nicoli ha definito “un provvedimento importante e opportuno” quello che ha portato alla nomina di un commissario, ritenendolo la “risposta giusta” a una politica che “ha fallito da vent’anni a questa parte.”. L’azzurro ha poi aggiunto che “la Regione deve riprendere in mano il destino delle infrastrutture strategiche del Fvg”. Concorde con Nicoli anche Antonio Calligaris della Lega, mentre l’assessore regionale alla difesa dell’Ambiente, Fabio Scoccimarro, ha spiegato l’operato giuntale affermando che “noi cerchiamo di risolvere un problema che ha origini antiche.”.
Sul fotovoltaico, il segretario del PD Cristiano Shaurli ha chiamato in causa direttamente il Governatore, Massimiliano Fedriga, ricordando di aver proposto una legge sul tema respinta in attesa di un pronunciamento della Conferenza Stato-Regioni. “La Conferenza si è espressa – gli ha ribattuto Fedriga – dando un parere che è coerente con le nostre disposizioni.”. È quindi intervenuto il collega di partito di Shaurli, Sergio Bolzonello, chiedendo lo stralcio dell’emendamento, mentre Furio Honsell, di Open Sinistra FVG, ha posto sul tavolo il problema dello smaltimento dei pannelli. “Sul fotovoltaico abbiamo perso tempo – ha poi aggiunto la dem Santoro – perché ci sono pratiche già avviate che non potranno essere fermate”. Il capogruppo del Patto per l’Autonomia, Massimo Morettuzzo, ha lamentato la mancanza di un vero progetto per la transizione energetica.
Sul tema sanitario a intervenire sono stati Walter Zalukar, del Gruppo Misto, che ha parlato delle spese delle aziende sanitarie; il dem Nicola Conficoni, che si è espresso circa gli utili dell’Azienda Sanitaria del Friuli Occidentale (Asfo); Serena Liguori, della lista dei Cittadini, che ha posto il problema della carenza di medici per la continuità assistenziale; Honsell e Santoro, che hanno chiesto lumi sulla necessità di spesa corrente e sul disavanzo delle aziende sanitarie. Respingendo tutte le mozioni, il vicegovernatore con delega alla Sanità, Riccardo Riccardi, ha poi aggiornato l’Aula sulla ripartizione dei fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che dovrebbero portare nelle casse della sanità regionale 151 milioni di euro.
“Riteniamo molto grave che in una difficile situazione quale quella nella quale stiamo vivendo e in cui si acuiscono le disparità tra i nostri cittadini una somma così ingente non venga investita in nessuna iniziativa che lasci un segno.” ha dichiarato al termine della seduta Honsell. “Continua a mancare una strategia alla Giunta Fedriga e ciò è grave – conclude il consigliere di Open Sinistra – perché, mai negli ultimi anni ci sono state tante risorse come in questo 2021.”. Per il dem Cosolini, la manovra “rappresenta un provvedimento che non ci entusiasma e sul quale, seppur sono state date risorse al sistema, la Giunta ha usato criteri di assoluta ordinarietà”, segno, per Cosolini, di “mancanza di capacità di impiegare le risorse dove è più utile e necessario”. La manovra di assestamento è stata criticata anche da Tiziano Centis, capogruppo dei Cittadini, che l’ha definita una misura “scarna”, evidenziando in modo particolare “la scarsa incisività della norma per quanto riguarda gli interventi nel settore sanitario”.
E.R.


