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lunedì, 5 Dicembre 2022

Il bus del futuro sarà a idrogeno? Un obiettivo lontano per Trieste Trasporti

03.09.2021 – 08.46 – La conversione degli autobus e dei trasporti in generale all’idrogeno è tecnicamente fattibile, ma l’utilizzo su vasta scala richiede una pianificazione urbanistica e un sistema di rifornimento attualmente impossibile. L’idrogeno rimane un’alternativa allettante, qualcuno direbbe inevitabile, ma il cui passaggio dalla teoria alla pratica è ancora lontano dalla realizzazione.
È quanto in sintesi si potrebbe trarre dagli interventi di due specialisti del settore a Trieste, rispettivamente l’ex dirigente Roberto Gerin, tranviere di lunga data di Trieste Trasporti, e Maurizio Cociancich, l’ad di Adriafer responsabile della movimentazione dei treni interni allo scalo giuliano.
La discussione è avvenuta durante una tavola rotonda alla presenza degli esponenti del mondo energetico giuliano; dal Presidente Zeno D’Agostino per il Porto di Trieste, al vicepresidente Giuseppe Coronella di Fincantieri. L’argomento era infatti “L’idrogeno e la transizione energetica; realtà e prospettive per Trieste“, promosso dal centro Pastorale Paolo VI, all’interno del rinnovato interesse “green” del Vaticano.

Secondo Roberto Gerin “siamo ancora in una fase di sperimentazione”; occorre inoltre specificare come l’unico idrogeno possibile sia quello “green”.
Tecnicamente è una sostanza adatta a “mezzi pesanti quali treni, autobus e camion” e senza troppe difficoltà “è possibile sostituire il mezzo quasi 1:1“. Infatti “il motore elettrico alimentato a idrogeno non ha gli svantaggi del parco batterie”; basti considerare che “un’autobus completamente a batterie richiede una, due ore per la ricarica” a confronto con i minuti invece richiesti dall’idrogeno.
Occorre, a parere di Gerin, considerare tre fattori, ovvero la “gradualità“, specie nel rimpiazzo dei veicoli; la “sostenibilità” che dev’essere “anche economica“; e il “mettere a sistema” senza dimenticare la città. Proprio quest’ultimo aspetto rimane per Gerin fondamentale: “quale esperto di trasporto urbano” – ha ribadito – “facciamo sistema, coordiniamoci”.

Maurizio Cociancich, amministratore delegato per Adriafer, si è dichiarato sostanzialmente d’accordo con Gerin; sebbene con le differenze dovute a un trasporto merci.
“Noi operiamo ancora a diesel” ha ricordato Cociancich, infatti “non disponiamo ancora di linee elettrificate interne al porto”. La questione dunque è “come transitare dagli idrocarburi ad altre forme di energia”. Tra queste “c’è sicuramente l’idrogeno”.
Tuttavia allo stadio attuale manca un po’ tutto: “ci sono ancora pochissimi casi di locomotive a idrogeno, nessuna per le manovre ferroviarie“; inoltre “manca un business plan solido”; e infine “sperimenteremo, ma devono essere modelli economicamente sostenibili”. Proprio Adriafer è stata coinvolta con un pool di imprese, tra cui la Snam, per la creazione di un veicolo ferroviario da manovra alimentato da altre fonti energetiche come ad esempio LNG, bioetanolo e idrogeno. Si tratta però di prototipi che difficilmente si può immaginare applicati al mercato in tempi brevi.
Tuttavia Adriafer ha intenzione di continuare a sostenere il progetto: “occorre gettare il seme dell’innovazione” ha concluso Cociancich.

[z.s.]

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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