06.09.2021 – Secondo pareggio consecutivo per l’Italia nelle qualificazioni ai Mondiali del 2022 in Qatar, dopo quello casalingo contro la Bulgaria dello scorso giovedì (2 settembre): a Basilea, infatti, gli azzurri – pur giocando per gran parte dell’incontro con la Svizzera nella metà campo avversaria – vanno a sbattere contro Sommer, che si veste da Superman e contro gli azzurri para di tutto (compreso un rigore a Jorginho nella ripresa: per il calciatore del Chelsea è il primo rigore non segnato con la maglia della Nazionale, se si esclude quello sbagliato in finale degli Europei nella lotteria finale dei tiri di rigore).
Mancini e i suoi ragazzi salgono così a 11 punti messi a referto in 5 partite, primi nel gruppo C davanti proprio alla Svizzera, che di punti ne ha finora raccolti 7 (ma in 3 partite giocate). E mercoledì 8 settembre, alle 20,45, al “Mapei Stadium” arriva la Lituania. Non certo un avversario da togliere il sonno (i baltici hanno giocato 4 partite senza raccogliere punti, segnando un solo gol e subendone 8) ma, dopo due pareggi di fila, l’Italia sa di avere un margine di errore estremamente ridotto.
Svizzera-Italia 0-0: la cronaca.
Per la trasferta elvetica, Mancini conferma il 4-3-3, in cui è però qualche interprete a cambiare rispetto alla gara contro la Bulgaria: di Lorenzo rileva Florenzi sulla fascia destra, mentre ad affiancare Bonucci è Chiellini, invece che Acerbi, con Palmieri a completare il quartetto davanti a Donnarumma. A centrocampo, confermatissimo Jorginho con Barella, il terzo è Locatelli, schierato al posto di Verratti. Nel tridente offensivo, invece, a Insigne e Immobile viene affiancato Berardi.
Immobile non brilla con la Nazionale quanto con la Lazio, così l’inizio della partita vede la palla muoversi quasi sempre nella parte centrale del campo, in cui d’altra parte non mancano i duelli individuali. La prima occasione per l’Italia è di Berardi, che dopo aver preso palla nella propria metà campo arriva fino all’area svizzera, trovando però il portiere Sommer a mettersi tra lui e la rete. È proprio Berardi l’uomo più in palla in questa fase, pur non trovando adeguato sostegno dai compagni d’attacco e, in particolare, da Immobile che, quando viene servito dai compagni, viene spesso anticipato da Sommer. Dall’altra parte, la Svizzera ci prova con i cross di Rodriguez, che però si perdono nel nulla. Se Immobile non gira, l’Italia si affida a Insigne, che al 34’ va vicino al vantaggio con un destro a giro su suggerimento di Locatelli e in chiusura di tempo cerca direttamente la porta su punizione. Proprio da una punizione arriva l’unica, vera, occasione della Svizzera: sulla battuta di Frei, la capocciata di Akanji sfiora il palo. Il primo tempo si chiude così a porte inviolate.
In apertura di ripresa, occasione d’oro per gli azzurri, che complice il delirio di Rodriguez (che prima sbaglia il rinvio, poi stende Berardi in area) conquistano il rigore, che – tirato da Jorginho – viene però parato da Sommer. Mancini cambia: Berardi lascia il posto a Chiesa e si rivede anche Zaniolo, che prende il posto di un Immobile sottotono. Gli azzurri continuano ad attaccare e, anzi, lo fanno forse anche meglio: l’asse Locatelli-Insigne funziona, così come l’intesa tra Chiesa e Zaniolo, anche se Sommer continua a parare di tutto. L’occasione migliore per gli azzurri arriva comunque su calcio d’angolo, con Zaniolo che tenta il gol olimpico direttamente dalla bandierina, trovando invece il solito Sommer. Con l’avanzare delle lancette, cresce anche l’intensità offensiva dei padroni di casa, che specie nel finale cercano il colpaccio, senza però trovare la parta. E al 95’ arriva il triplice fischio, che sancisce il secondo pareggio consecutivo per gli azzurri.
E.R.


