Batosta Covid sul turismo, la Slovenia si riprenderà solo nel 2024

15.09.2021 – 10.21 – Nonostante i buoni risultati ottenuti nel corso dell’estate 2021, la Slovenia non supererà la crisi turistica connessa all’emergenza sanitaria Covid-19 prima del 2023 o 2024, secondo quanto ha dichiarato il Segretario del Ministro dell’Economia Simon Zajc.
Il turismo cinese e giapponese difficilmente ritornerà in Slovenia prima del 2023, mentre il turismo europeo dovrebbe recuperare con maggiore celerità i numeri degli anni pre Covid, se il Green Pass verrà effettivamente utilizzato per bypassare i continui lockdown del precedente biennio.
Secondo lo Slovenian Tourist Board (STO), c’è stato un aumento del 28% degli arrivi dei turisti a luglio e agosto, ma con numeri drammaticamente bassi a confronto con le statistiche del 2019. Nei primi sette mesi dell’anno, gli arrivi sono calati del 19% rispetto al 2020 e del 61% rispetto agli anni pre Covid.
Le aspettative per il turismo autunnale, nonostante i numeri Covid continuino ad aumentare, sono positive, con un aumento dell’11% rispetto al 2020.
Si tratta di dati interessanti, specie considerando come si riflettano nel Friuli Venezia Giulia. La Regione infatti non ha l’attrattiva della Slovenia, con la notevole eccezione di Trieste, ma può avvantaggiarsi di un turismo nazionale relativamente proficuo, sebbene ancora incomparabile ai profitti e ai flussi turistici che era in grado d’ingenerare il turismo estero, specie “di lusso”. Si ripresenta qui il paradosso del turismo contemporaneo: proprio la ripresa dei grandi flussi internazionali ne garantirebbe la rifioritura; ma proprio i russi, i cinesi, gli anglo-britannici sono attualmente bloccati o dall’emergenza Covid in patria o dal rifiuto dell’Italia di riconoscere i certificati vaccinali esteri, specie con lo Sputnik e il Sinovac.

[z.s.]