Triestina, Miccoli nuovo tecnico della Primavera

22.07.2021 – Per insegnare la tecnica ai giovani talenti, un maestro che da calciatore ha fatto della tecnica il suo punto di forza deve essere la scelta migliore. Questo deve essere stato il pensiero dell’amministratore unico della Triestina, Mauro Milanese, nel decidere di affidare la panchina della primavera alabardata a Fabrizio Miccoli. L’ex attaccante lavorerà con la Primavera, ma in stretta sinergia con mister Bucchi e con la prima squadra, per facilitare l’arrivo dei giovani tra i grandi.

Incomincia dalla Puglia, dove è nato nel 1979, la storia calcistica di Miccoli, che però lascia presto il Salento, per approdare in Umbria, alla Ternana, in cui, giovanissimo, si mette in mostra in Serie B, attirando l’attenzione della Juventus. I bianconeri, però, lo lasciano per un anno a Perugia, dove fa il suo esordio in Serie A nella stagione 2002/2003, condividendo lo spogliatoio con Milanese, all’epoca difensore dei grifoni. Risulta tra i migliori e la Juventus lo riporta a casa, ma qualcosa con i bianconeri non funziona e, nonostante una stagione tutto sommato positiva, in cui insieme a Di Vaio trascina spesso l’attacco bianconero, dati gli infortuni di Trezeguet e Del Piero, viene dirottato alla Fiorentina, fresca di ritorno in Serie A. Dal 2005 al 2007 va in Portogallo, al Benfica, prima di consacrarsi con il Palermo, dove in sei stagioni si toglie grandi soddisfazioni, diventando il miglior marcatore di tutti i tempi dei rosanero.

Poi i guai: le amicizie con esponenti di clan malavitosi, le intercettazioni in cui si lascia andare a epiteti vergognosi su Falcone; Miccoli diventa un reietto del grande calcio, nonostante le lacrime e il pentimento per le parole rivolte al magistrato simbolo della lotta contro la mafia. Cerca di riappacificarsi con il calcio in Serie C, tentando di riportare il suo Lecce nelle categorie nobili del calcio, ma senza successo. Nel 2015, dopo un breve passaggio al Birkirkara, a Malta, il ritiro e l’inizio della carriera a bordocampo, che lo vede, nel 2020/2021, vice di Moriero alla Dinamo Tirana.

E ora il ritorno in patria, a lavorare con i giovani, per cercare di purificare la sua immagine e per dimostrare al mondo del calcio che si può sbagliare, ma che si è sempre in tempo per redimersi: e quale occasione migliore per farlo, se non insegnandolo proprio ai ragazzi?
E.R.