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domenica, 4 Dicembre 2022

Trieste, Scala Bonghi, salvato riccio intrappolato nella plastica. Non è un caso isolato

06.07.2021 – 06:00 – E’ una notizia a lieto fine quella apparsa nelle scorse ore sul quotidiano locale “Il Piccolo” di Trieste. Alcuni giorni fa, all’interno di un giardino di un’abitazione nei pressi di Scala Bonghi, è stato rinvenuto un riccio avvolto da una fettuccina di plastica la quale gli stringeva il corpo a mo’di collana. Con molta probabilità l’animale si è infilato all’interno di quest’ultima da molto piccolo e poi, con il passare del tempo, crescendo, vi è rimasto intrappolato al suo interno. Chi lo ha individuato nell’erba si è accorto che il riccio non era in buona salute e che il laccio di materiale plastico era divenuto stretto a tal punto da stritolarlo lacerandogli la carne e causandogli una grossa infezione. Per tanto, il compassionevole cittadino che l’ha rinvenuto in difficoltà ha provveduto a chiamare immediatamente il CRAS, il Centro Recupero Animali Selvatici dell’ENPA. Successivamente, i veterinari hanno provveduto ad eseguire un delicato intervento sull’animale e, dopo averlo operato, è stato messo sotto osservazione. Secondo gli operatori dell’ente, ci buone possibilità di poterlo salvare quindi restituire alla natura.

Animali selvatici e plastica, il triste primato dell’Europa Meridionale:

Ad oggi, sul nostro pianeta si producono circa 400 milioni di tonnellate di plastica all’anno, circa 53 chili per ogni abitante. Solo poco più del 20% di essa viene riciclato o incenerito; molta di essa, infatti,  termina la sua vita dispersa nell’ambiente; per lo più in mare. Nel solo Mar Mediterraneo – secondo quanto riportato dal WWF – ogni anno finiscono 570 mila tonnellate di plastica, l’equivalente di 33.800 bottigliette di plastica da mezzo litro gettate in mare ogni minuto. L’Europa Meridionale è il suo mare hanno un triste primato per l’inquinamento da plastica. È infatti l’area geografica con l’ecosistema più minacciato al mondo dalle microplastiche. Sui fondali marini del Mare Nostrum si registrano i livelli di microplastiche più elevati mai registrati; fino a 1,9 milioni di frammenti su una superficie di un solo metro quadrato.

Ad ogni modo, i rifiuti o gli scarti di plastica dispersi quotidianamente nell’ambiente stanno mettendo a repentaglio l’esistenza di oltre 130 specie tra pesci, uccelli, tartarughe e mammiferi che ogni giorno rimangono vittime dell’ingestione di plastica. Gli effetti di un tale accumulo di plastica nell’apparato digerente degli animali sono, purtroppo, quasi sempre mortali. Quando non ingeriti, i frammenti di plastiche abbandonate e deteriorate possono intrappolare gli animali causandone, anche in questo caso, spesso la morte.

 

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