Terremoti, OGS di Trieste scopre un nuovo metodo di stima dei danni grazie a Pordenone

14.07.2021 – 14.00 – Solitamente, quando si scrive di terremoti, ci si domanda quando arriverà la prima scossa e, va da sé, come prevederla. Tuttavia raramente ci si chiede come si verificherà il terremoto; perché c’è una distanza notevole dalla scossa che fa cadere la fotografia della nonna e l’urto sismico che demolisce la cattedrale.
L’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale di Trieste (OGS) a questo proposito ha recentemente formulato un nuovo metodo per stimare con rapidità ed efficacia il danno atteso sugli edifici in caso di terremoto. E la scoperta è avvenuta localmente, perchè l’ente giuliano ha utilizzato come “caso pilota” la provincia di Pordenone. Una frazione degli edifici della provincia sono stati analizzati attraverso misurazioni effettuate in collaborazione con i volontari della protezione civile, gli uffici tecnici comunali e addirittura i residenti pordenonesi.
Il metodo permette di stimare il possibile danneggiamento sulla base dello spostamento indotto dal terremoto nell’edificio, utilizzando registrazioni sismiche nelle vicinanze degli edifici considerati.

Questo è attualmente possibile, ad esempio, grazie alla rete di monitoraggio sismico gestita da OGS Centro Ricerche Sismologiche e ampliata nell’ambito del progetto Interreg Italia-AustriaArmonia” che coinvolge anche le Università degli studi di Trieste, l’Università degli Studi di Udine e la Protezione Civile della Regione Autonoma FVG Protezione Civile Veneto.
I risultati sono stati appena pubblicati sulla rivista Seismological research letters e OGS sta implementando questa procedura in tempo quasi-reale per il nordest italiano.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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