Sorelle, fratelli e primogeniti gelosi: come fare? Telemaco risponde

29.06.2021 – 15.45 – Con l’arrivo del Coronavirus il mondo è cambiato e, con esso, anche noi. Catapultati da un giorno all’altro nell’emergenza, abbiamo dovuto forzatamente rimettere in discussione le nostre vite e le nostre certezze. Per cercare di dare risposta a quelle che sono le preoccupazioni, i dubbi e le domande dei lettori, Trieste.news ha deciso di ospitare una nuova rubrica a cura dell’équipe dell’associazione Telemaco di Trieste: l’obiettivo è quello di creare un luogo di accoglimento delle paure, delle incertezze e delle angosce. Un modo, in questo tempo di fatica e incognite, per essere vicini alla cittadinanza, per poter dare ascolto alle difficoltà e articolare delle risposte non normative ma che possano stimolare nuove domande.

Domanda: Buongiorno, mi chiamo Franca e sono la mamma di due bambini piccoli, uno di due anni e una nata da pochi mesi. Ho notato che per mio figlio l’arrivo della sorellina è stato abbastanza impegnativo: ha iniziato a svegliarsi di notte, vuole sempre starmi attaccato, fa più fatica a salutarmi al mattino quando lo porto al nido ed evita in tutti i modi possibili la sorellina.
Sono normali questi atteggiamenti di gelosia? Come potrei aiutarlo a viversi il rapporto con la sorellina in maniera più serena? Vi ringrazio.

Risponde Telemaco Trieste: Cara Franca, la ringraziamo per la sua domanda. La questione che ci porta è molto importante e condivisa da diversi genitori che ascoltiamo. L’arrivo di un fratellino o di una sorellina – come in questo caso – porta molto spesso ad uno smarrimento nella vita del primogenito che fino ad allora era l’unico ed il solo figlio a ricevere l’amore, la cura e l’attenzione dei genitori. Si osservano infatti molto frequentemente forti sentimenti di gelosia ed invidia nei confronti del nuovo arrivato, così come atteggiamenti di rivalità o di negazione: fondamentale in questo caso accogliere tali vissuti, permettendo così al bambino di esprimere tutta la sua paura nel vedere arrivare e poi crescere un fratellino e/o sorellina senza rimproverare questi atteggiamenti. Qualcosa cambia all’interno della famiglia ed è fondamentale non negarlo ma riconoscerlo, senza minimizzare gli effetti che questo cambiamento può produrre, tra cui troviamo appunto anche la gelosia.
Il bambino percepisce che chi gli dice che non cambiato nulla lo sta imbrogliando e questo potrebbe avere delle ripercussioni sulla fiducia nei confronti dell’adulto che si prende cura di lui.
Se invece sente confermata la propria percezione che le cose sono cambiate, se può  riconoscere la gelosia come sensata e se può viverla ed esprimerla, il bambino sarà  facilitato nel trovare modi adeguati per gestirla.
Ma che cosa si nasconde dietro a questa gelosia? Come mai i bambini si attaccano alle mamme e faticano a salutarle? La gelosia ha a che fare con la paura di perdere l’amore dell’altro, in questo caso, dei genitori: “se adesso la mamma vuole bene a lei, non vorrà  più  bene a me?”, “ma non gli bastavo io?”, potrebbe chiedersi un bambino. La nascita di un fratellino/sorellina può essere vissuta dunque come un attacco all’unicità del legame d’amore che il bambino ha con i suoi genitori e porta inevitabilmente il bambino a dover fare i conti con la frustrazione legata alla rottura dell’illusione di bastare lui stesso per soddisfare i desideri di mamma e papà. Queste paure vanno accolte, senza sentirsi in colpa perché il bambino le vive. Può succedere infatti che i genitori siano in difficoltà proprio perché  si sentono in colpa e, nella speranza di annullare il senso di colpa, vorrebbero annullare il sentimento di gelosia del bambino, distraendolo e circondandolo di attenzioni. È importante dunque accettare con serenità la responsabilità  di aver fatto un altro figlio, comprendendo e non giudicando gli stati emotivi del primogenito e ricordandosi che in realtà  ogni figlio un figlio unico e come tale va riconosciuto.