Porto Trieste, Sisto (Confitarma): Sono le navi che scelgono l’approdo migliore

11.06.2021 – 11.30 – Maggiore coordinamento tra i diversi anelli della catena logistica, una rinnovata attenzione al ruolo delle navi nella scelta del porto, una prudenziale attenzione a parlare di riconversioni energetiche troppo facili, troppo immediate. È stato un intervento controcorrente quello svolto da Luca Sisto, Direttore Generale di Confitarma, nel quadro della “Shipping industry: porto franco”, la rassegna portuale dello “Shipping 4.0” che si è svolta a Trieste mercoledì 9 giugno.
Secondo Sisto occorre una certa prudenza quando si annuncia una riconversione green delle portacontainer e degli scali merci in generale; infatti da un lato “Lo shipping ha già avviato la transizione ecologica riducendo le emissioni di Co2 ed anche il tenore di zolfo nei combustibili”, mentre dall’altro “non esistono ancora navi ad idrogeno e le tecnologie per l’utilizzo di questa fonte energetica non sono ancora mature in ambito navale. È necessario programmare con dovizia un adeguato periodo di transizione”.

A sua volta questa conversione verso fonti d’energia green richiederà un legame ancora più stretto “tra nave e porto che dovrà prevedere soluzioni per soddisfare una domanda molto più variegata”. Sarà dunque necessario coordinare maggiormente le diverse componenti del sistema Italia, se non del sistema europeo nel suo complesso: “La sfida non è soltanto tecnologica e può essere vinta a livello di sistema Paese soltanto se si riesce ad avere una visione d’ insieme: oggi, nessuna nuova nave per il rifornimento di GNL avrà la convenienza a battere bandiera italiana per via delle limitazioni imposte al Registro internazionale e alla poca concorrenzialità del nostro primo registro rispetto alle bandiere europee”.

In quest’ambito rientra anche lo scalo giuliano, in quanto “grazie alla sua storia e alle sue caratteristiche è l’esempio più tangibile per dimostrare che il porto è il miglior punto di osservazione per avere la giusta visione di insieme. Ma un sistema marittimo-portuale e logistico è vincente se oltre al porto anche tutti gli altri elementi della catena sono competitivi compresa la nostra bandiera, le nostre imprese di navigazione e i nostri equipaggi”.

Occorre ritornare metaforicamente sul ponte delle navi, conferendo loro nuovamente un ruolo centrale: “L’impressione è che troppo spesso, concentrati su ciò che accade a terra, diamo le nostre spalle al mare anche se è da lì che arrivano le navi”.
Dopotutto, ha argomentato Sisto, “Sono le navi che scelgono l’approdo migliore!“.

[z.s.]