Porto di Trieste, Zanin in Senato: Governo si attivi per punti franchi

08.06.2021 – 15.40 – Riconoscere in modo chiaro, pieno e definitivo il regime di extradoganalità dei punti franchi del Porto di Trieste, straordinario strumento di promozione industriale non ancora pienamente sfruttato e utilizzato, sollecitando il Governo ad agire presso l’Unione Europea.
È questa la richiesta che il presidente del Consiglio regionale, Piero Mauro Zanin, ha portato oggi all’attenzione del Senato nel corso della sua audizione di fronte ai componenti della XIV Commissione.
Facendosi portavoce dell’intera Assemblea Fvg – che nell’ottobre scorso approvò all’unanimità una mozione presentata da Claudio Giacomelli (FdI) e controfirmata trasversalmente dalle altre forze politiche – Zanin ha ripercorso la storia di questa specialità che trae origine dal Trattato di pace del 1947 tra Italia e potenze alleate e non è mai stata messa in dubbio dalla successiva legislazione statale.
Anche a livello di giurisdizione europea, ha aggiunto il presidente dell’Aula, l’extraterritorialità doganale sarebbe del tutto legittima in virtù di un articolo del Trattato sul funzionamento dell’Ue che non pregiudica diritti e obblighi derivanti da convenzioni anteriori al 1958.
Il problema però è che “il porto di Trieste è stato inserito erroneamente nella lista delle zone franche comunitarie, mentre dovrebbe essere considerato fuori dal territorio doganale europeo”, ha sottolineato ancora Zanin. Ed è su questo presupposto che il senatore Tommaso Nannicini (Pd) aveva proposto di portare la questione all’esame della Commissione di Palazzo Madama che si occupa di politiche europee, presieduta dal dem Dario Stefano. Al dibattito ha partecipato anche la senatrice Tatjana Rojc (Pd).
“L’extradoganalità dei punti franchi – ha spiegato ancora il presidente durante la sua audizione a Roma – renderebbe il Porto di Trieste più attrattivo e competitivo. E tutti i portatori di interesse, dall’Autorità di sistema portuale all’Agenzia Dogane, dalla Confederazione degli spedizionieri alla Confetra, hanno già evidenziato al Consiglio regionale l’importanza strategica della piena attuazione giuridica di questo regime”. Autorità di Sistema e Confetra hanno ribadito le loro posizioni anche nel corso dell’audizione odierna.
In pratica, come spiegato anche dal senatore Nannicini in Commissione, nella zona franca non si applicano i dazi cui sono assoggettate le merci di origine extra Ue in base alla tariffa doganale comune. Senza peraltro pregiudicare l’origine “europea” o “made in Italy” dei prodotti ottenuti dalla lavorazione, né creare problemi di “dumping salariale” dal momento che, spiega ancora Zanin, “continuerebbero ad essere applicate le norme nazionali”.
Attualmente però solo i comuni di Livigno e Campione d’Italia e le acque nazionali del lago di Lugano sono escluse dal territorio doganale dell’Ue. E dunque, ha ribadito il presidente del Consiglio regionale, “il Governo italiano dovrebbe notificare alla Commissione Europea l’esclusione dei punti franchi del Porto di Trieste dal territorio doganale dell’Unione, attivando la specifica procedura per il loro inserimento tra i territori che non fanno parte di quello spazio doganale”.
c.s