Cani al mare: diritti e doveri, ma anche consapevolezza dei disagi

30.06.2021 – 15.51 – “Il mio cane va matto per l’acqua, ma abbaia tutto il tempo”. “Al mio invece l’acqua non piace”. In quanto proprietari di cani di sicuro ci è capitato di imbatterci in queste affermazioni che, più o meno in modo esplicito, evidenziano un disagio del cane che spesso viene sottovalutato. La domanda che infatti dovremmo sempre porci è la seguente: davvero il cane è interessato a seguirci ovunque? Dovrebbe rifletterci in modo particolare chi, per esempio, porta il proprio amico a quattro zampe a fare la spesa in supermercato o in generale a fare shopping per poi lasciarlo legato fuori dal negozio per molto tempo in balia di decine e decine di pericoli e imprevisti.
Tornando al mare, a Trieste è stata da poco emessa l’ordinanza balneare per la stagione estiva 2021, che prevede la possibilità di accesso dei cani al litorale, al mare in quasi tutta la costa triestina – ad eccezione dell’ex Cedas con deroga tra le 20.30 e le 24.00 – e ai Topolini, oltre che alle terrazze del bivio di Miramare. Le prime due location sono quelle più attrattive per i possessori di cani perché le due spiaggette permettono un accesso in acqua più dolce, in particolare ai cani meno esperti; sono però vietate al pubblico, eccezion fatta per le unità cinofile SICS della Cani Salvataggio Trieste, che hanno firmato una convenzione con il Comune di Trieste.
Questo scenario, se consideriamo poi che il litorale triestino è privo di spiagge di sabbia e che presenta asfalto e pavimentazione in porfido che raggiungono temperature molto elevate, deve obbligare a considerare molti aspetti prima di decidere o meno di portare il cane a fare un bagno.

Come ho scritto in apertura, per prima cosa va valutato l’eventuale disagio: un cane che vuole sempre stare in acqua o giocare non è compatibile con un conduttore più propenso allo “stile lucertola”, al pari di un conduttore “con le branchie” e un cane versione gatto (si, è un luogo comune quello dei gatti che odiano l’acqua, ma il parallelismo rende l’idea). Quindi, se siamo certi di queste incompatibilità, inutile creare disagio al cane o a noi stessi, piuttosto ritagliamoci dei momenti che permettano a entrambi le componenti del binomio di assecondare le proprie predisposizioni.

Una volta trovato l’equilibrio tra i due estremi sopra descritti e quindi messo al primo posto il benessere del cane dal punto di vista psicofisico, possiamo addentrarci tra i diritti e i doveri previsti dall’ordinanza comunale, che invito ovviamente i lettori a connsultare. (È importante informarsi su questo tipo di atto pubblico e in generale sulle regole comunali, regionali e nazionali quando si cambia comune, anche solo per la settimana di vacanza, così da evitare spiacevoli sanzioni o peggio. Ad esempio, vi è l’obbligo di vaccinazione antirabbica per l’espatrio, pena anche il sequestro del cane).
Nei luoghi idonei si possono condurre, far permanere e bagnare i cani purché dotati di microchip o tatuati ed esenti da infestazioni di pulci, zecche, altri parassiti esterni o endofagi, ma vigono l’obbligo di guinzaglio di lunghezza non superiore al metro e mezzo e, nei casi previsti dalla norma, di museruola. Quest’ultima comunque dovrà essere a disposizione in caso di rischio per l’incolumità di persone o animali, o su richiesta delle Autorità competenti. Poi è chiaramente obbligatorio portare con sé strumenti idonei alla immediata rimozione delle deiezioni e provvedere alla rimozione delle stesse (ovviamente sono esentati i non vedenti accompagnati da cani guida e particolari categorie di persone diversamente abili impossibilitate alla raccolta delle feci).

Vige l’obbligo, anche se dovrebbe essere scontato, di provvedere autonomamente all’ombreggiatura dei propri animali e alla fornitura di acqua pulita per l’abbeverata e per eventuali docciature, ma attenzione: è vietato l’utilizzo delle docce presenti nelle spiagge per la docciatura dei cani. Meglio ribadire poi che i detentori dei cani sono tenuti a far effettuare la passeggiata igienica al cane al di fuori della spiaggia almeno ogni due ore.
Il guinzaglio potrà essere rimosso al momento dell’ingresso dei cani in acqua per garantire la sicurezza dell’animale, ma questo dovrà essere a stretto contatto con il conduttore, che sarà responsabile del comportamento dell’animale. I cani dovranno poi essere riassicurati al guinzaglio all’uscita dall’acqua e deve essere evitato lo scrollamento in prossimità degli altri bagnanti. Inoltre, è vitato l’ingresso autonomo del cane in acqua: quindi, ad esempio, non è previsto il lancio del gioco in mare seguito dal riporto a riva (sempre per evitare spiacevoli inconvenienti con gli altri bagnanti).
Infine meglio ricordare, anche se dovrebbe essere alla base della corretta convivenza civile, che è vietato l’accesso alla spiaggia e l’ingresso in acqua per cani di sesso femminile in periodo estrale o di calore.

[e.e.]