Vaccini per cani? Malattie trasmissibili all’uomo, obblighi e consigli

12.05.2021 – 18.23 – Di vaccini per “uomo” inteso come specie umana, delle controindicazioni e dei benefici, in questo periodo di pandemia ne abbiamo sentito parlare, letto o visto ovunque. Ma anche ai nostri amici a quattro zampe vengono inoculati dei vaccini, dalla sesta settimana in poi, seguendo un calendario vaccinale annuale e triennale da concordare con il proprio veterinario di fiducia.
La domanda che molti proprietari o futuri proprietari di cani si pongono è: “Esistono quindi vaccini obbligatori per cani?” Si e no. Nel senso che esiste un vaccino per animali del quale vige l’obbligatorietà, ossia l’antirabbico. Questo obbligo scatta però solo in occasione di espatrio dall’Italia: infatti dal 2013 l’Italia si è “immunizzata” dalla rabbia, una pericolosa malattia senza cura che va a colpire il sistema nervoso dell’animale e che purtroppo porta alla morte; la rabbia, lo si sa, può essere trasmessa all’uomo ed è altrettanto mortale (si contano, nel mondo, fra i 65mila e i 90mila decessi l’anno). Come detto però vige ancora l’obbligo di questa vaccinazione per uscire dal territorio nazionale ed è il motivo per cui quando si acquista o adotta un cane proveniente dall’estero non lo si può importare prima dei 4 mesi, ossia l’età giusta per l’inoculazione di questo vaccino particolarmente pesante per l’organismo, ma salvavita. Per il Nord-Est d’Italia, vista la particolare vicinanza con aree boschive confinanti con paesi esteri in cui vivono animali ancora affetti dalla rabbia e in virtù dell’espatrio particolarmente frequente per turismo o altre attività, viene ancora fortemente consigliato il vaccino dai veterinari e istruttori cinofili al fine di prevenire la letalità della malattia in caso di morso da parte di qualche animale selvatico, ma anche per evitare spiacevoli sanzioni o addirittura il sequestro dell’animale stesso. Per quanto riguarda la durata della copertura del vaccino antirabbico ormai vi è anche una uniformità di vedute da parte dei paesi come Slovenia e Croazia, che fino a poco tempo fa pretendevano la vaccinazione annuale anche se le indicazioni dei “bugiardini” dei farmaci stessi indicavano la copertura triennale.

Anche se non vi è obbligo, fatto salvo il caso dell’antirabbica, vi sono altri vaccini che vengono somministrati ai cuccioli e cani adulti in base al calendario vaccinale concordato con il veterinario. È il caso del vaccino trivalente contro il cimurro (malattia virale altamente contagiosa, che può condurre a gravi problemi del tratto gastrointestinale, delle vie respiratorie o a disturbi del sistema nervoso che portano a convulsioni e paralisi fatali), epatite infettiva (Adenovirus che si contrae principalmente tramite il contatto con acqua, cibo o urine di cani infetti e provoca febbre, infiammazioni oculari e nefriti), parvovirosi (un virus estremamente contagioso e particolarmente resistente: i cani colpiti, specialmente se molto giovani, possono morire per disidratazione o intossicazione in seguito a vomito, febbre alta e a diarrea).
Infine, assieme all’antirabbica che abbiamo definito facoltativa o obbligatoria in base alle esigenze o residenza in un determinato territorio, vi è un altro vaccino facoltativo, quello contro la leptospirosi (nota anche come malattia di Stoccarda o tifo canino) che normalmente si trova nella terra o nell’acqua contaminate. È una malattia anch’essa molto contagiosa che, soprattutto in cani giovani o dal sistema immunitario debole, può provocare gravi danni agli organi, in molti casi fatali: negli ultimi anni si è assistito a una sua ampia diffusione. Essendo trasmissibile anche all’uomo e considerata la sua pericolosità, il vaccino è caldamente consigliato.

[e.e.]