Turismo, Bordin (Lega): pdl per disciplina pescaturismo e ittiturismo

04.05.2021 – 22.00 – “Pescaturismo e ittiturismo rappresentano un’ulteriore offerta per un visitatore sempre più attratto dalle esperienze capaci di arricchirlo sotto il profilo delle conoscenze umane e culturali. Inoltre, costituiscono approdi naturali della cultura della pesca in ambiente marino e lagunare”. Lo rimarca in una nota il capogruppo della Lega nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Mauro Bordin, primo firmatario della proposta di legge “Disciplina del pescaturismo, ittiturismo e della attività connesse alla pesca professionale e all’acquacoltura”, spiegando come “il provvedimento intenda integrare l’ordinamento regionale in materia di pesca e agriturismo, disciplinando tutte le attività correlate e non prevalenti in materia di pesca professionale che non sempre si conciliano con le normative dettate per il settore agricolo tradizionale”. “Il pescaturismo è una nuova forma di attività turistica integrativa alla pesca artigianale che consente di portare i turisti a bordo dell’imbarcazione da pesca e di svolgere, non solo attività di pesca, ma anche didattico-formative e di somministrazione dei prodotti ittici. L’ittiturismo – continua l’esponente del Carroccio – comprende tutte le attività di ospitalità e di somministrazione di alimenti e bevande di ristorazione, eventualmente accompagnate anche da situazioni didattiche e culturali, indirizzate alla conoscenza degli ecosistemi marini e fluviali, nonché alla valorizzazione del prodotto ittico locale, esercitate dall’imprenditore ittico”.

“Elemento di novità – aggiunge Bordin – è la previsione di una percentuale minima di quantitativo annuo della materia prima utilizzata per la somministrazione di pasti e bevande, per cui si prevede il ricorso alla produzione aziendale, di altre aziende ittiche del Distretto di pesca nord Adriatico, da produttori agricoli singoli o associati della Regione o da altri soggetti che producono prodotti tipici della Regione e prodotti agroalimentari tradizionali”. “Almeno il 30 per cento del quantitativo annuo dei prodotti ittici utilizzati per la somministrazione dei pasti – precisa la nota leghista – deve essere di produzione aziendale, di raggruppamento, consorzio di aziende o altra forma di aggregazione di imprese comunque denominata, con sede in Fvg”. Bordin chiarisce infine che “sarà la Direzione centrale risorse agroalimentari, forestali e ittiche a tenere e ad aggiornare l’Elenco regionale dei pescaturismi, degli ittiturismo e delle aziende di acquacoltura che svolgono attività di ricezione e ospitalità, le attività di organizzazione dei corsi di formazione e aggiornamento professionale e il coordinamento della segnaletica degli operatori iscritti nell’Elenco”.

(c.s.) d.g.