13.6 C
Trieste
lunedì, 3 Ottobre 2022

Svanisce il sogno olimpico di Schwazer: la squalifica non sarà sospesa

15.05.2021 – Cala la notte sulle residue speranze di Alex Schwazer di partecipare alle olimpiadi di Tokyo in programma tra luglio e agosto. Il marciatore altoatesino si è infatti visto respingere la richiesta di sospensione della squalifica per 8 anni, comminatagli nel 2016 a seguito di un controverso test antidoping nel quale era emersa la positività dell’atleta al testosterone. Un’ennesima, dura, mazzata per il 36enne marciatore di Vipiteno, già squalificato nel 2012 durante le Olimpiadi di Londra e in seguito costretto a saltare anche le Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016.

La vicenda Schwazer sa di vero e proprio accanimento. Nel 2008, alle Olimpiadi di Pechino, il marciatore di Vipiteno ottiene la medaglia d’oro nella marcia 50 km: per lui si tratta del coronamento di un sogno e di un lungo percorso che lo vede trionfare, giovanissimo, nei campionati italiani di specialità, e ottenere due bronzi mondiali a Helsinki nel 2005 e Osaka nel 2007. Nel 2010 arriva anche la medaglia d’oro degli Europei di Barcelona, ma solo in seguito alla squalifica per doping del russo Emelyanov. Una carriera in ascesa, quella del marciatore altoatesino, che viene però bruscamente fermata bruscamente in quello che potrebbe essere il momento dell’apoteosi: il 6 agosto 2012, nel corso delle Olimpiadi di Londra in cui parte per difendere la medaglia ottenuta a Pechino quattro anni prima, Schwazer risulta positivo all’EPO a un controllo antidoping effettuato dalla WADA il 30 luglio precedente. Immediatamente il CONI esclude dal gruppo olimpico il marciatore, che viene in seguito squalificato dal Tribunale Nazionale Antidoping per 3 anni e 6 mesi (diventati poi 3 anni e 9 mesi), venendo anche sospeso dall’Arma dei Carabinieri a cui apparteneva.

Ancora sotto squalifica ma già tornato ad allenarsi in vista di un possibile rientro per le Olimpiadi di Rio de Janeiro, il primo gennaio del 2016 Schwazer viene nuovamente sottoposto a un controllo a sorpresa disposto dalla IAAF (com’era allora nota la Federazione Internazionale di Atletica, nota oggi invece come World Athletics). Il test dà inizialmente esito negativo, ma a maggio la doccia gelata: nuovi controlli sul medesimo campione precedentemente risultato negativo riscontrano la presenza di quantità eccessive di testosterone. L’effetto immediato, naturalmente, è quello di una nuova sospensione di Schwazer, che viene anche fortemente stigmatizzato a livello mediatico. A differenza della prima volta, in questo caso Schwazer si professa innocente sin dall’inizio. Il TAS, però, non fa sconti e commina al marciatore una nuova squalifica, sulla cui entità pesa fortemente la recidività: otto anni lontano dalle competizioni che, per un atleta allora 32enne, significano con ogni probabilità la fine della carriera sportiva. Anche il sogno di partecipare alle Olimpiadi di Rio, per Schwazer, va in fumo.

Tuttavia, il marciatore altoatesino non si è mai arreso e, nel corso degli anni, ha lottato duramente, anche nelle aule di tribunale per quanto riguarda il processo penale, per dimostrare la sua verità, ovvero che i campioni del 2016 sono stati manomessi. Delle incongruenze emergono quasi subito, per la verità, ma solo nel 2021 l’atleta è stato scagionato dal Tribunale di Bolzano: le provette del 2016 sono state manomesse, l’atleta è innocente. Una bella soddisfazione, per un verso, visto che almeno dal punto di vista mediatico l’immagine di Schwazer (duramente provata dall’etichetta di dopato affibbiatagli per tanti lunghi anni) può essere riabilitata. L’obiettivo di Schwazer, però, all’alba dei 37 anni, è quello di partecipare alla sua seconda e ultima Olimpiade, quella di Tokyo. Stante la squalifica di 8 anni comminatagli dal TAS ancora pendente su Schwazer a dispetto della sua innocenza provata in sede penale, la questione è complessa: occorre infatti ottenere una sospensione della squalifica. Sospensione che prima il TAS di Losanna e poi il Tribunale Federale svizzero hanno negato: Schwazer non correrà più e la sua colpa è quella di non aver commesso alcun reato.

spot_img

Ultime notizie

spot_img

Dello stesso autore