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sabato, 3 Dicembre 2022

Martin vince la diciassettesima tappa, ma Yates riapre il Giro2021

26.05.2021 – Clamoroso al Giro. Se fino a lunedì la maglia rosa sembrava già aver preso la via di Bogotà, la diciassettesima tappa del Giro2021 dice invece che la corsa è ancora aperta. Galeotto è l’arrivo di Sega di Ala, dove il capitano della Ineos paga quasi 1′ da uno scatenato Yates (che finora aveva deluso nel corso di questo Giro d’Italia). Per la prima volta dall’inizio del Giro, Bernal è apparso in forte difficoltà lungo l’ultima ascesa, sulla quale, per sua fortuna, ha trovato nel compagno di squadra e connazionale Martinez un fondamentale alleato che gli ha impedito di perdere ancora più terreno. Ennesima giornata storta per Nibali ed Evenepoel: il belga, staccatosi sulla salita verso Passo di San Valentino, riesce a rientrare in gruppo, ma viene coinvolto in una brutta caduta che vede protagonisti anche lo Squalo, Izagirre e Ciccone.

Nonostante la “crisi”, Bernal mantiene la maglia rosa e, anzi, riesce a guadagnare su tanti dei suoi inseguitori (Vlasov, Carthy, Bardet, Ciccone). Recupera circa 1′ Yates, che si issa sul podio della classifica generale, mentre rimane al secondo posto uno straordinario Caruso. Almeida rientra in classifica, salendo all’ottavo posto e diventando ora uno dei principali candidati per la top ten, mentre l’abruzzese Ciccone scende dal sesto al decimo posto, con un ritardo dal primo che supera ora gli 11′. Scala posizioni, oltre che le salite, Martinez, che occupa ora il settimo posto.

Canazei – Sega di Ala, cronaca della diciassettesima tappa del Giro2021.

Dopo il secondo (e ultimo) giorno di riposo, il Giro d’Italia riparte con la diciassettesima tappa che va da Canazei a Sega di Ala. Tappone impegnativo, con le maggiori difficoltà altimetriche presenti soprattutto nella parte finale del tracciato. Al via non si presenta il vincitore di Gorizia, Campenaerts, che deve ritirarsi a causa di problemi al ginocchio. La corsa parte fortissima, con il gruppo che tiene un’andatura talmente alta nei primi chilometri da rendere impossibile qualunque tentativo di fuga. Lungo la discesa di Molina di Fiemme, tuttavia, qualcosa cambia e uno scatto di quattro corridori (tra i quali la maglia azzurra Bouchard) riesce a spezzare il gruppo in due tronconi. Dal gruppo, qualche corridore riesce a portarsi sui fuggitivi, che così, all’inizio dello strappo verso Sveseri, diventano circa una ventina. Tra essi figura eccezionalmente Moscon, che per un giorno viene “liberato” dall’incombenza di tirare in testa al gruppo. Al primo GPM, a Sveseri, de Bondt passa per primo e nel frattempo il gruppo si rialza, lasciando così che i battistrada aumentino il proprio vantaggio (ora intorno ai 5′).

La situazione si tranquillizza: a fare il ritmo in gruppo è Puccio della Ineos, mentre i battistrada arrivano al traguardo volante di Trento (con de Bondt ancora primo a passare). Ora è la BikeExchange a trainare il gruppo, aumentando il ritmo e facendo scendere il vantaggio dei battistrada nel tratto pianeggiante che precede la temibile ascesa del Passo di San Valentino. Prima c’è il traguardo volante di Mori, vinto ancora una volta da de Bondt, poi inizia la salita, con il vantaggio dei battistrada che nel frattempo scende sotto i 4′. La salita incomincia ed è subito selezione, tanto tra i primi quanto in gruppo. Evenepoel si stacca subito (pur rimanendo abbastanza vicino al drappello di Bernal, che intanto incomincia a perdere diversi elementi), mentre tra i primi si staccano Jorgenson, Pasqualon. I primi hanno un vantaggio di poco superiore ai 2′ e Martin decide di rompere gli indugi, seguito da Pedrero, Moscon e Badilatti (che si stacca presto, venendo “sostituito” nel quartetto da Bouchard), con la coppia italiana di inseguitori (Ravanelli e Carboni) a 40″. Nel gruppo si riaffaccia il giovane Remco, ma nella successiva discesa il belga viene coinvolto in una brutta caduta con Izagirre e Nibali (che riparte, pur avendo preso un brutto colpo allo stesso braccio infortunato prima del Giro), che fa attardare anche Ciccone.

L’abruzzese riesce a raggiungere Bernal all’imbocco dell’ultima ascesa, mentre davanti Ravanelli e Carboni ritrovano i quattro fuggitivi, che hanno ora un vantaggio di poco superiore al minuto, ma si staccano subito, venendo presto raggiunti da Bernal e compagnia. Lungo la salita verso Sega di Ala Martin prova ad andare da solo, con gli altri corridori che componevano la testa della corsa che decidono di non andargli dietro. In gruppo soffre Vlasov, ma soprattutto Ciccone, che paga gli sforzi fatti per rientrare dopo la caduta che ha coinvolto Nibali. Castroviejo traina ora il gruppo, che perde piano piano diversi elementi, mentre Martin continua a fare un’ottima andatura in testa. Anche Bardet e Carthy vanno in crisi, mentre in testa l’irlandese della Israel continua a difendere il proprio vantaggio. Bernal ritrova anche Moscon, potendo così contare su ben tre uomini. Ai -4 tenta di scattare Yates, con Bernal che gli tiene la ruota senza colpo ferire, mentre Caruso decide di non forzare e continuare a mantenere il proprio ritmo. La maglia rosa, Yates e Martinez riprendono Almeida (che era scattato in precedenza), ma ai -3 Bernal sembra per la prima volta in questo Giro andare in difficoltà e viene ripreso da Caruso, mentre Yates sale con agilità guadagnando in poche centinaia di metri oltre 40″ al colombiano.

Daniel Martin riesce a portare la fuga all’arrivo, entrando nel ristretto circolo di corridori capaci di vincere tappe in tutti e tre i Grandi Giri. Alle sue spalle arriva Almeida, che prende l’abbuono e rientra in classifica. Il podio si completa con Yates, che grazie alla prestazione di oggi ritorna sul podio della generale, mentre Caruso e Bernal (insieme a Martinez e Ulissi, primo del drappello a tagliare il traguardo) arrivano al traguardo con circa 53″ di ritardo dal britannico della BikeExchange. Perdono tantissimo diversi protagonisti della generale, come Vlasov, Carthy e Bardet, oltre a Ciccone, giunto al traguardo 8′ dopo il vincitore e dolorante per le conseguenze della caduta. Nibali, dopo la caduta, taglia il traguardo con oltre 24′ di ritardo e con il braccio infortunato decisamente malandato.

Ordine di arrivo 17ª tappa:
1- Martin (Israel), in 4h54’38”.
2- Almeida (Deceuninck), a 0’13”.
3- Yates (Team BikeExchange), a 0’30”.
4- Ulissi (UAE), a 1’20”.
5- Caruso (Bahrein), s.t.
6- Martinez (Ineos), a 1’23”.
7- Bernal (Ineos), s.t.
8- Pedrero (Movistar), a 1’38”.
9- Bilbao (Bahrein), 1’43”.
10- Bennett (Jumbo Visma), 2’21”.

Classifica generale (maglia rosa) dopo 17 tappe:
1- Bernal (Ineos), in 71h32’05”.
2- Caruso (Bahrein), a 2’21”.
3- Yates (Team BikeExchange), a 3’32”.
4- Vlasov (Astana), a 6’03”.
5- Carthy (EF Education), a 6’09”.
6- Bardet (Team DSM), a 6’31”.
7- Martinez (Ineos), a 7’17”.
8- Almeida (Deceuninck), a 8’45”.
9- Foss (Jumbo Visma), a 9’18”.
10- Ciccone (Trek), a 11’06”.

Classifica a punti (maglia ciclamino) dopo tappe:
1- Sagan (BORA Hansgrohe), 135.
2- Cimolai (Israel), 113.
3- Gaviria (UAE), 110.
4- Viviani (Cofidis), 86.
5- De Bondt (Alpecin), 63.

Classifica scalatori (maglia azzurra) dopo tappe:
1- Bouchard (AG2R), 180.
2- Bernal (Ineos), 109.
3- Martin (Israel), 79.
4- Mollema (Trek), 53.
5- Fortunato (EOLO Kometa), 52.

Classifica Under25 (maglia bianca) dopo tappe:
1- Bernal (Ineos), in 71h32’05”.
2- Vlasov (Astana), a 6’03”.
3- Martinez (Ineos), a 7’17”.
4- Almeida (Deceuninck), a 8’45”.
5- Foss (Jumbo Visma), a 9’18”.

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