Avventure da coprifuoco con Briciole!

11.05.2021 – 13.00 – Io confesso! Ho peccato! Non volevo farlo! Si tratta assolutamente di delitto preterintenzionale. Un buon avvocato potrebbe persino chiedere la seminfermità mentale, ma non mi illudo che lo faccia, ultimamente gli avvocati mi detestano!
In ogni caso, ho violato il coprifuoco per ben due volte la settimana scorsa e per un totale di 8 minuti! Che volete che vi dica, questa pandemia ha forgiato in me un carattere ribelle. Mi sono riscoperto più temerario e audace, ma non posso tenermi questo peso dentro. Devo confessare e liberarmi la coscienza.
Allora, partiamo dalle basi: mercoledì ho avuto l’insana idea di andare a bere una birra con la mia ex. In realtà la proposta indecente era stata sua. Aveva una pazza voglia di vedermi, anche per chiedermi che fine aveva fatto il suo porta-vasi, che aveva abbellito il nostro balcone per un anno e mezzo.

Finiva come sempre di lavorare tardi, quindi il tempo era quello che era e, appena lei era uscita dal portone dello studio, io avevo fatto partire il cronometro per il conto alla rovescia. In realtà due ore erano più che sufficienti, visto che lei è una che si stufa presto. Le 22 restavano un ostacolo insormontabile, tanto che per rispettare l’orario
abbiamo deciso di prendere due birre piccole, anziché grandi. La serata era stata comunque piacevole, nonostante i panini giganteschi, zeppi di ogni farcitura, che continuavano a passarmi sotto il naso, generando in me un tormento interiore devastante e in lei assoluta indifferenza. Ma non potevo ordinarne nessuno, per evitare di sbrodolarmi la camicia e passare tutto il tempo a disposizione a smacchiarla. Finita la serata, durante la quale lei mi aveva trovato persino più bello, sicuramente grazie alla mascherina, mi sono avvicinato alla cassa per pagare. Il fuggi fuggi era generale, anche se alcuni negazionisti sostavano ancora impunemente al tavolo, nonostante fossero le 21.45.

Probabilmente avrebbero usufruito del teletrasporto, ideato recentemente dai politici 5 stelle nell’ambito della transizione ecologica, per il rientro.
Quello in fila avanti a me, con il tatuaggio di Giuseppe Conte sul braccio sinistro, insisteva per partecipare alla lotteria degli scontrini e voleva scaricare il cashback sul posto. A questo punto, preso dal panico per lo sforamento da coprifuoco, ho lanciato 50 euro di vile denaro cartaceo verso il barista, lasciandone 40 di mancia, pur di evitare di passare l’estate nelle carceri del Coroneo. Finalmente siamo corsi verso casa. Di solito le rimpatriate con le ex finiscono sempre con epiloghi di sesso estremo, ma questa volta non fu così. C’era un orario da rispettare. Con un leggero sforamento, alle 22.03 ero a domicilio. Se avessimo fatto sesso, sarei arrivato alle 22.05!
Ma la notte da anarchia totale doveva ancora arrivare! Il venerdì successivo infatti ero stato invitato fuori provincia per un gran galà di compleanno di un’amica, anche se lei ovviamente vorrebbe essere qualcosa di più!

Il tutto iniziava alle 16, come alle medie, per rispettare le fondamentali regole governative notturne di salvaguardia. Gli ospiti erano tanti. C’era la crema della società, gente di un certo livello ed importanza sociale: scrittori, attrici, pittrici, idraulici. Sembrava il film “La grande bellezza”! Poteva sorgere il dubbio del rischio assembramento, ma fortunatamente la festa si teneva in un castello e il distanziamento sociale era rispettato, poiché si festeggiava in 4 per stanza. Naturalmente l’alternanza uomo-donna non era garantita all’interno delle stanze stesse, come previsto dal nuovo DDL Zan, ma io fui moderatamente fortunato! Dopo un delirio di aragoste, caviale, alici cantabriche, fiumi di champagne e mojito, la serata per un triestino in trasferta dovette drasticamente interrompersi alle 21.30, con lieve ritardo sulla mia personale tabella di marcia, dovuto alle pose per le fotografie e agli autografi da firmare. Il ritorno sulla strada costiera fu rapido, vista l’assenza di traffico. O almeno lo fu fino a quando al centro carreggiata si materializzò improvvisamente una Panda con un anziano con il cappello, reduce da una movida a Portopiccolo!

Sul posto c’erano anche lavori in corso, quindi sorpassare era arduo. C’era da fare una scelta difficile tra l’ospedale per un incidente o la prigione per violazione del coprifuoco! Alla fine scelsi la seconda opzione, anche perché vicino alla stazione mi imbattei in una “scuola guida” con la P di pietà sul lunotto posteriore, che rallentò ulteriormente il mio rientro. Erano già le 22 ed ero ancora sulle rive.
Certo, la città era ancora affollata, ma forse erano persone che non avevano ancora regolato l’orologio sull’ora legale! In ogni caso, questa volta dovetti forzatamente commettere il reato di ritardo di 6 minuti. Il rischio che la pandemia ricominciasse a correre a causa mia mi tormentò tutta la notte. Sognai il ministro Speranza, con la batteria dei virologi più oltranzisti al seguito, che mi accusava di spregio del buon vivere
civile. Ma la cosa che mi turbava di più era la pena inflittami. Avrei dovuto leggere il suo libro e pure quello di Rocco Casalino!
Prometto di non violare mai più il coprifuoco, nemmeno quando verrà abolito! Per qualche libagione e qualche minuto di sesso, non posso correre il rischio di dover leggere il prossimo libro di Conte sulla piattaforma Rousseau o quello di Draghi sulla prossima patrimoniale atta a risollevare le sorti del paese!

[m.l]