Il “defibrillatore” del Mercato Coperto sarà la cultura del territorio

16.04.2021 – 14.58 – Trasformare il Mercato Coperto in un museo vivo, un catalizzatore e un “defibrillatore” per la cultura del territorio, raccontata attraverso il cibo, metafora del rapporto circolare con la cittadinanza. “Un’azione fondamentale e prioritaria” ha spiegato questa mattina, venerdì 16 aprile, Paolo Polidori, vicesindaco di Trieste, “che permetterà il mantenimento dell’eredità storica non solo della struttura, ma anche di tutto ciò che contiene”. Prosegue così la discussione sul futuro del Mercato Coperto di Trieste, aprendo la possibilità di partire con una serie di iniziative propedeutiche allo sviluppo strutturale di tutto l’impianto, attraverso proposte e iniziative private imprenditoriali ben definite di varie tipologie, concordate e partecipate, che entreranno all’interno di un progetto molto importante che sarà veicolato dal Comune.

“Il mercato coperto sarà un museo vivo e attivo, un museo del gusto, del cibo e della vita, una metafora del territorio, della cittadinanza, della storia” è intervenuta l’architetto Lucia Krasovec, parte attiva dell’idea che sta alla base del progetto, “un rapporto circolare tra quello che siamo, quello che mangiamo e quello che elaboriamo di conseguenza, anche come digestione metaforica, sul territorio”. Queste le basi del progetto, che si articolerà in una serie di azioni light ad un costo accessibile, in modo da dare durabilità e stabilità di intenti.

L’8 maggio, in collaborazione con Italia Nostra, Associazione per la tutela del patrimonio storico artistico e naturale della Nazione, sarà realizzato il primo evento 2021, nella speranza sia possibile “farlo in presenza, per dare nuovo valore a un edificio dall’architettura modernista, d’avanguardia assoluta, attraverso il quale condividere ciò che siamo e ciò che mangiamo per elaborare il tutto poi nella vita quotidiana”.

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