Covid, Centis (Cittadini): applicare obbligo vaccino operatori sanità

15.04.2021 – 21.39 – “L’episodio avvenuto all’hospice di San Vito al Tagliamento, dove un operatore sanitario non vaccinato ha probabilmente diffuso il contagio del Covid-19 ad alcuni pazienti, ha suscitato un vespaio di polemiche e preoccupazioni”. Lo rimarca in una nota il consigliere regionale Tiziano Centis (Cittadini), ricordando di aver depositato un’interrogazione urgente per accertarsi che “la Regione Fvg agisca, dando subito seguito alle recenti disposizioni nazionali sull’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari, affinchè le Aziende sanitarie procedano senza perdere un giorno alle verifiche, alla fissazione degli appuntamenti vaccinali e alla pronta sospensione di chi rifiuterà la somministrazione in assenza di giustificati motivi medici”.

Secondo il dl 44/2021, al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione delle prestazioni di cura e assistenza, la vaccinazione gratuita per la prevenzione dell’infezione da Sars-CoV-2 costituisce – ricorda l’esponente civico – un requisito essenziale per l’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati”. “Il decreto in vigore – spiega Centis – prevede una precisa procedura per accertare se l’operatore sanitario sia stato vaccinato e, in caso contrario, deve essere esortato a farlo. La procedura prevede come ultima istanza l’eventuale sospensione dal servizio di chi rifiuta di vaccinarsi. E’ importante che chi è a stretto contatto con i pazienti, persone fragili e di conseguenza più a rischio di altri nelle conseguenze della malattia, debba essere vaccinato per escludere la possibilità di essere veicolo di contagio”. “Ecco perché la Regione Friuli Venezia Giulia deve dare velocemente piena attuazione a questa procedura, evitando così – auspica la nota dei Cittadini – che si verifichino episodi incresciosi come quello accaduto a San Vito.

E’ indispensabile, in questo momento più che mai, adottare tutte le misure possibili per tutelare la salute dei pazienti e di chi si trova nelle strutture sanitarie. Inoltre, è compito della Regione agire subito in modo che le regole vengano rispettate ed evitare il nascere di nuovi focolai”. “Secondo quanto previsto dal decreto, le Regioni hanno 10 giorni di tempo, dal momento della ricezione degli elenchi provenienti anche dagli ordini professionali, oltreché dai datori di lavoro, per verificare tramite i relativi sistemi informativi – dettaglia ancora Centis – lo stato vaccinale di ciascuno dei soggetti rientranti negli elenchi. Le stesse sono tenute, nel rispetto delle disposizioni in materia di protezione dei dati personali, a una segnalazione immediata alle Aziende sanitarie competenti dei nominativi di coloro relativamente ai quali non risulta l’effettuazione della vaccinazione anti Sars-CoV-2 o la presentazione della richiesta di vaccinazione nelle modalità stabilite nell’ambito della campagna vaccinale in atto. Considerato che, proprio in questi giorni, dovrebbe ricevere dalla Regione gli elenchi del personale sanitario non vaccinato, è essenziale che l’redaz), come le altre regionali, assolva ai suoi compiti con la massima celerità”. “Gli operatori sanitari della nostra Regione – conclude la nota dei Cittadini – hanno le più alte percentuali di adesione alla campagna vaccinale, ma bastano anche soltanto pochi casi fuori controllo e viene compromesso tutto il lavoro svolto per mettere in sicurezza le strutture sanitarie. Episodi come quello avvenuto a San Vito non devono mai più accadere. Per questo motivo invito l’assessore a fare in modo che vengano applicate pienamente le disposizioni del decreto”.

(c.s.) d.g.