Cala l’indice RT ma i ricoveri restano alti: il FVG continua a rimanere in zona rossa

02.04.2021 – 08.46 – Dopo più di un mese di nuovi contagi, ai vertici della classifica nazionale, finalmente in Friuli Venezia Giulia l’indice RT torna ad attestarsi sotto la soglia di 1, per cui ogni persona positiva trasmette il contagio a meno di un’ altra. Oggi, come accade ogni venerdì, questi dati saranno oggetto delle nuove disposizioni da parte del Governo ma di fatto ben poco cambierà nelle nostre abitudini di vita. Nella nostra regione calano i tamponi positivi e il rischio di trasmissione della malattia, ci stiamo allontanando dalla zona di rischio, facendoci presagire presto la possibilità di vedere allentate le misure precauzionali, ma di fatto restano alte le cifre dei ricoverati in ospedale, con le terapie intensive ben al di sopra della soglia di allerta, così come accade per i ricoveri ordinari per COVID19.

I casi settimanali ogni 100 mila abitanti, sono ancora troppo alti, ben 274 con ventiquattro unità in più rispetto la soglia massima di 250, che farebbero rimanere il FVG in zona rossa almeno fino al prossimo 20 aprile, anche se il Presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, si è detto più volte intenzionato a chiedere la revisione di questo parametro di valutazione che penalizzerebbe chi come noi, esegue più analisi rispetto ad altri. Durante una conferenza stampa di questa settimana, il Governatore ha parlato dei dati falsati in Sicilia: “Auspico una seria analisi dei fatti, sottolineando la necessità di fare quadrato nell’emergenza, su tutto il territorio. Certo che, se effettuare più tamponi rispetto alle altre regioni diventa controproducente, condannando di fatto una regione come la nostra che, nel momento di emergenza sanitaria è tra le istituzioni ad aver effettuato più controlli in tutto il nord Italia, ci si chiede perché i parametri per entrare o uscire dalla zona rossa non vengano per lo meno riesaminati dal governo centrale”.

La nostra è una situazione surreale: conviviamo con questa epidemia da oltre un anno. In qualche modo siamo riusciti a farci quasi l’abitudine, resta però l’emergenza. Non si può abbassare la guardia ora, i vaccini possono portarci di nuovo ad una normalità, o meglio, ad una nuova realtà in cui vivere. Gli esercizi commerciali sono allo stremo, e di conseguenza il tessuto economico nazionale è a rischio. Più si rispettano le normative, più persone effettueranno la vaccinazione e prima potremmo riassaporare le nostre vite, secondo i canoni precedenti al marzo 2020.

 

m.v.