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Trieste, MiC tutela 4 nuovi edifici: chiese, orfanotrofi e case dei ferrovieri

Edificio ex Case Ferrovieri di via Udine n. 73

08.03.2021 – 11.52 – Il Ministero della Cultura (il Mic che sostituisce il “vecchio” Mibact) ha posto sotto le proprie ali protettive quattro “nuovi” edifici storici di Trieste: ex orfanotrofi, chiese, case dei ferrovieri e abitazioni della bella borghesia triestina. Una variegata collezione, ma accomunata dal’appartenenza a una rigogliosa Trieste ottocentesca.
La decisione è stata assunta dalla Commissione Regionale Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia riunitosi la scorsa settimana, il 3 gennaio 2021, presso la sede di Palazzo Economo. Hanno partecipato all’incontro, che si è svolto in modalità telematica, Roberto Cassanelli, Direttore del Segretariato regionale in qualità di Presidente della Commissione, Simonetta Bonomi, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, Andreina Contessa, Direttore della Direzione regionale musei, Luca Caburlotto, Soprintendente Archivistico.

Complesso dell’Opera Pia di San Giuseppe, via dell’Istria n. 61

Nel 1879 venne fondata a Trieste “L’Opera Pia di San Giuseppe”, un istuto filantropico volto a promuovere l’istituzione di un orfanotrofio femminile. Venne scelta una tenuta padronale nel rione di San Giacomo; e tra i tanti edifici venne edificata una cappella (1889), poi trasformata in una chiesa (1894) per accogliere una comunità di orfani – ahimè – crescente. La chiesa, tutt’oggi conservatasi, presenta una facciata di gusto eclettico, con rivestimento in intonaco a fasce orizzontali, portale di ingresso ad arco a tutto tondo, rosone e coronamento del timpano ad archetti pensili. Il Ministero ha posto sotto tutela il portale d’ingresso sulla strada e la chiesa, con gli arredi liturgici e decorativi.

Edificio ex Case Ferrovieri di via Udine n. 73

A partire dal completamento della Ferrovia Meridionale (1857) e della costruzione del Porto Commerciale di Transito (oggi Porto Vecchio) il quartiere di Roiano conobbe una turbinosa crescita urbana e demografica. In questo contesto è stato posto sotto tutela l’edificio “ex Case Ferrovieri” collocato in Via Udine n. 73. Si tratta di un immobile destinato alle case povere dei ferrovieri, progettato nel 1928 e finanziato dalle Ferrovie Italiane. Nonostante la sua umile funzione conserva una facciata d’impostazione classica, con basamento rustico a bugnato e i piani superiori animati da un’alternanza di finestre, mensole, lesene e altri elementi decorativi. Particolarità degna di tutela: l’edificio si è conservato tale e quale l’iniziale progetto degli anni Venti del novecento.

Edificio di via Sant’Ireneo della Croce n. 4

Si tratta di un bell’edificio realizzato nel 1877 per la piccola borghesia nella zona di Barriera Nuova. La casa presenta una facciata in stile tardo neoclassico con un basamento in bugnato, alleggerito da regolari aperture ad arco, decorate con eleganti foglie d’acanto sulle chiavi di volta; i piani superiori sono caratterizzati, a contrasto, da intonaci lisci.
Tra le ragioni della tutela la conservazione dell’edificio che non ha avuto rilevanti alterazioni, conservando tanto la facciata principale, quanto le minuzie architettoniche, quali le finiture, gli intonaci e le cromie originarie.

Edificio di via Udine n. 12

Piazza della Stazione, oggi Piazza della Libertà, presenta al n. 1 e al n. 7 due case rispettivamente degli architetti Giusto Catolla e Francesco Catolla; il collegamento non è solo nel nome, perchè i due edifici rappresentano un complesso unitario nel quartiere. In questo contesto è stata posta sotto tutela la casa di Via Udine n. 12 che completa e “chiude” la collezione degli immobili progettata dai Catolla.
Risalente al 1883, l’edificio presenta uno stile tardo neoclassico, austero e semplice.
Il decreto di tutela ha tenuto in considerazione il contesto di progettazione più ampio, realizzato dalla stessa proprietà, e che comprende Casa Catolla, già oggetto di tutela.

[z.s.]