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mercoledì, 10 Agosto 2022

Pallacanestro Trieste, Cavaliero: “Il punto di forza della nostra squadra? La triestinità”

10.03.2021 – 08:00 – Intervistato dal quotidiano locale “Il Piccolo”, la guardia rossoalabardata numero 18 ha voluto confermare la qualità del gruppo squadra dell’Allianz Pallacanestro Trieste spendendo parole lusinghiere verso i propri compagni di squadra e la Società di Valmaura. “Ho la fortuna di giocare con compagni di squadra di assoluto livello morale, per cui la triestinità, per città natìa o indotta, rappresenta la spinta a dare tutto ad ogni allenamento e in ogni partita. Forse non tutti si rendono conto, guardando 40 minuti di pallacanestro alla televisione, quanto il nucleo storico, e di riflesso il resto della squadra, ci dia dentro per superare i propri limiti. Io l’ho detto mille volte, dopo aver peregrinato in giro per l’Italia, oggi potrei giocare senza cognome sulle spalle ma solo per il nome davanti la canotta.”

Una caratteristica, quella della triestinità, che non si limita ad essere un semplice aspetto motivazionale, ma bensì un vero e proprio valore morale in grado di contagiare chiunque indossi la canotta biancorossa; in primis gli americani, i quali non appena iniziano a rendersi conto di cosa significhi giocare in una piazza calda come Trieste, vengono letteralmente travolti dall’entusiasmo e dalla voglia di fare bene per i propri compagni di squadra e per la città che li ospita. “Se non ci fosse stata la triestinità, se non avessimo trovato quella forza di gettare il cuore oltre l’ostacolo nei minuti finali, difficilmente Domenica avremmo vinto” (fa riferimento al match casalingo contro Cantù). “La differenza la fa chi ci tiene” – ha asserito Cavaliero.

Una buona parola la guardia giuliana l’ha voluta spendere soprattutto per il suo compagno di squadra croato Hrvoje Peric (il quale ha appena rinnovato il suo contratto a gettore per un’ulteriore settimana) definendolo “commovente” per quanto concerne il suo attaccamento alla maglia. La sua prestazione contro Cantù è la dimostrazione di come “Pero” sia parte dell’identità di cui abbiamo appena parlato. Lui, come dice il Coach Dalmasson, era la persona più adatta per entrare nel nostro mondo, per quello che conosce lui di noi e per quello che sappiamo noi di lui. A prescindere dal suo futuro, mi auguro che Hrvoje possa ancora dare una mano alla squadra. E’ un uomo che vale“.

Alla domanda “cosa farà Cavaliero da grande?”, il trentasettenne triestino purosangue ha dichiarato: “Fosse per me, giocherei fino a 80 anni. Ciò che sarà di me in futuro non lo so, non sono io a fare i piani societari. Posso solo dirvi che al momento preferisco focalizzarmi sul presente”.

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