31.03.2021 – 16.01 – Si è svolta alla presenza di una virtuale, ma comunque affollatissima platea (300 spettatori) la opening ceremony dell’anno accademico 2020 – 2021 della SISSA di Trieste. Accanto all’intervento della Ministra della Ricerca e Sviluppo Maria Cristina Messa che purtroppo per un contrattempo non ha avuto modo di collegarsi online, non è mancato il discorso del direttore dell’istituto Stefano Ruffo che non ha lesinato critiche al “sistema” Italia: “L’apertura dell’anno accademico della SISSA è un’occasione propizia, dopo una lunga fase di “elogio dell’incompetenza”, per ribadire la questione del vero male del nostro Paese: l’incapacità di valorizzare il talento, soprattutto quello dei giovani e delle donne“.
In questo contesto “Il “sistema” degli istituti ad ordinamento speciale italiano si è rivelato capace di mettere il merito al centro della formazione, puntando a divenire una realtà avanzata nella ricerca in grado di attrarre personalità scientifiche di livello internazionale e nel contempo di facilitare la mobilità sociale. La SISSA, che inaugura oggi il quarantaduesimo anno accademico, è un autorevole membro di questo “sistema”.
Passando agli interventi invece di caratura internazionale anche Eveline Crone, vice-Presidente del Consiglio Europeo della Ricerca (ERC), ha ribadito l’importanza di avere corretti finanziamenti, pur ammettendo quali limiti abbia l’Unione Europea: “I Paesi che adesso godono di un valido sistema di ricerca possono farlo solo grazie a investimenti pluriennali, oculati e pazienti. Sappiamo che non possiamo finanziare ogni valido ricercatore in Europa… ma forse possiamo essere di inspirazione per ogni ricercatore ambizioso”.
Crone ha sottolineato l’importanza dell’interdisciplinarietà nella ricerca, prendendo spunto dalla sua storia personale: “Fin dall’inizio della mia carriera ero decisa a non farmi limitare dai confini di una specifica disciplina o una specifica tecnica o metodologia. La mia idea era di utilizzare qualunque tecnica e di lavorare con chiunque potesse aiutarmi per rispondere alle domande che mi interessavano. In altre parole, durante la mia carriera, ho sempre rifiutato di fare parte di uno specifico settore e ho cercato invece di prendere spunto da diversi ambiti. Tutti i sistemi di ricerca salutari devono permettere ai ricercatori di utilizzare la loro creatività e seguire le loro passioni”.
“Infine,” ha concluso Crone, “credo che seguire le proprie domande e le proprie passioni sia non solo il modo migliore per avere una carriera gratificante e di successo, ma anche il percorso più efficace per garantire i massimi benefici della scienza alla società“.
[i.v.]


