01.02.2021 – 08.30 – Moriva sei anni fa, nella giornata di ieri del 31 gennaio 2015, William Klinger, giovane storico “controcorrente” molto attivo nel campo degli studi sull’ex Yugoslavia e sulla storia dell’Adriatico orientale. Lo studioso rimase tragicamente ucciso, a soli 42 anni, nell’Astoria Park di New York, città nella quale si era recato “per ragioni accademiche” e con la speranza “di continuare e approfondire la propria attività scientifica”.
Klinger era un prodigioso poliglotta sull’esempio degli intellettuali mitteleuropei – oltre all’italiano parlava croato, tedesco, inglese, russo, ungherese, sloveno e friulano – e aveva acquistato una certa notorietà in Italia, oltre che per gli studi su Fiume, per un approfondito saggio incentrato sulla storia dell’OZNA, la polizia segreta comunista di Tito creata in piena seconda guerra mondiale e in seguito trasformata nell’UDBA, il principale strumento repressivo del partito unico e collante principale del regime.
Un profondo conoscitore dunque della questione “di Fiume”, delle tormentate vicende dell’Adriatico, dell’irredentismo italiano, così come dei nazionalismi balcanici e del comunismo di matrice jugoslava, capace di trovare riletture sempre nuove e “fresche” in un campo di studi difficile. E arduo era anche il suo lavoro di storico freelance, costretto a lavorare come casellante in autostrada “per tirare avanti”.
Originariamente William Klinger era nato a Fiume, da una famiglia originaria di Pakrac, il 24 settembre 1972. Compiute le elementari e la media superiore italiana – dove conseguì il diploma di maturità, svolgendo come tesi una ricerca sulla figura di Antonio Grossich – si era laureato in storia all’Università degli Studi di Trieste nel 1997, con una tesi dal titolo “Leggi e spiegazione in storia: un approccio naturalistico”, mentre frequentava anche l’Università di Klagenfurt, grazie a una borsa di studio ottenuta dal governo austriaco. Specializzatosi alla Central European University di Budapest, nel 2007 aveva conseguito il dottorato all’European University Institute di Fiesole (Firenze), con una tesi intitolata “Negotiating the Nation. Fiume: from Autonomism to State Making (1848-1924)”.
Per chi è del Friuli Venezia Giulia, era una presenza fissa al Festival di Storia di Gorizia, abitava con la famiglia a Gradisca d’Isonzo, era ricercatore del Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, ma aveva anche instaurato collaborazioni con più enti e istituti, compresa quella con l’Università di Fiume.
Purtroppo l’attenzione mediatica – e in buona parte politica – sullo studio sull’OZNA ne hanno involgarito la figura biografica che andava bene al di là della sola critica al regime jugoslavo; oltre a essere uno storico a tutto tondo, Klinger era anche un naturalista animato da grande curiosità per il mondo animale e l’ecologia. In questo campo aveva concluso alcuni interessanti studi sulla presenza della Foca monaca lungo le coste istriane e dalmate.
[i.v.]


