Nutrizione: cosa sono i probiotici e come vengono utilizzati? Ce lo spiega Barbara Isidoro

22.02.2021 – 11.00 – Passi da gigante, nel corso degli ultimi decenni, nelle ricerche scientifiche che riguardano la salute ed il benessere. Il veloce progresso è stato reso possibile dalla maggiore comprensione del modo in cui il nostro corpo vive e lavora portata da nuove e continue scoperte, che hanno permesso di anno in anno lo sviluppo di competenze fino a poco tempo prima ignorate o sconosciute ai più.
Tra le novità più recenti in termini di benessere si collocano gli studi su farmaci, integratori e alimenti probiotici; di cosa si tratta?  “La nostra alimentazione, oggi”, spiega la dottoressa Barbara Isidoro, responsabile del Centro Studi Probiotica e Nutrizione di Trieste, “è prettamente sterile. Per una questione di conservazione degli alimenti, quasi tutto quello che noi mangiamo viene, di fatto, privato dei batteri che impediscono la fermentazione. Il cibo, dunque, passa per questa catena di sterilizzazione ed è per la gran parte privo di microorganismi; tuttavia, noi di questi batteri abbiamo bisogno per vivere: servono per far funzionare correttamente il nostro intestino, gestire al meglio il nostro sistema immunitario e modulare gli stati infiammatori”.

Chiediamo a Barbara Isidoro, fautrice, assieme al dottor Luciano Lozio (uno dei padri fondatori della disciplina probiotica) del primo corso in fisiologia e clinica probiotica indirizzato agli operatori sanitari, di spiegarci come si possa rimediare a questa mancanza tornando a una condizione più vicina a quella naturale (eubiosi). “È necessario un riequilibrio a livello batterico, ed è proprio qui che entrano in gioco gli studi e l’utilizzo, e quindi l’integrazione, dei probiotici, che secondo la definizione ufficiale di FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione, e Organizzazione Mondiale della Sanità sono ‘micro-organismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite’. I probiotici rientrano oggi nella categoria degli alimenti“. All’interno del nostro intestino, infatti, sono presenti diverse tipologie di batteri che, volendo semplificare, potrebbero essere suddivisi in ‘buoni’ – probiotici, i saprofiti– mediamente ininfluenti- e ‘cattivi’ o patogeni. L’intervento del probiotico permette di aiutare a contenere sia i saprofiti che i patogeni nella loro replicazione e nel metabolismo, agevolare la produzione di acidi grassi a catena corta fondamentali per la vita dell’uomo, è in grado di condizionare il lavoro dei saprofiti e degli enzimi intestinali (modificando il ph) e di proteggere e nutrire le nostre cellule enterocitarie e quindi il nostro intestino.

Giorno dopo giorno gli studi sulla probiotica portano alla scoperta di nuovi utilizzi. Tuttavia, proprio perché si tratta di un approccio scientifico recente e, in particolare degli ultimi anni, entrato particolarmente in voga, “bisogna stare attenti”, avverte la dottoressa Isidoro. “Vi deve essere la consapevolezza che i probiotici non sono tutti uguali: ad oggi il mercato della probiotica è in forte crescita e molte aziende fanno delle formulazioni in cui inseriscono un gran numero di batteri per far vedere che la quantità c’è. Tuttavia, se manca la qualità del probiotico, che ha delle funzioni specifiche, l’integratore serve a poco o nulla: esistono precise caratteristiche funzionali e metaboliche che devono essere rispettate per usufruire in modo ottimale del prodotto scelto “. Proprio per questo motivo, oggi più che mai secondo la dott.ssa Isidoro, appare fondamentale la formazione in questo campo di studi: “ciò che ci auspichiamo avvenga, e che è anche uno dei nostri obiettivi primari”, continua, “è che venga istituito un modulo, un percorso di studi in quest’ambito, all’interno delle facoltà di natura scientifica e, in particolare, di quelle che hanno a che fare con la salute dell’individuo. Nel nostro centro studi lavoriamo proprio in questa direzione”, spiega. “È fondamentale avere una nuova visione diagnostico terapeutica di sostegno nell’attività clinica vista l’importanza che riveste il Microbiota che è stato elevato ad apparato (insieme di organi) in quanto è distribuito in più zone non confinanti ma funzionalmente collegate tra loro”.

Insomma, il mondo degli studi sulla probiotica è ad oggi in vera e propria ascesa: un campo ancora certamente da scoprire nella sua interezza e complessità, che si rivela sempre più promettente e che, proprio per questo, richiede competenza e massima attenzione.

[Barbara Isidoro,ha svolto un percorso formativo e professionale completo nell’ambito della nutrizione, con un’esperienza ultravenennale nell’ambito delle terapie naturali. Si occupa di probiotica dal 2011 e dal 2016 è fondatrice e responsabile del Centro Studi Probiotica e Nutrizione di Trieste ed organizza e promuove programmi di alta formazione professionale per trasmettere una nuova visione diagnostico terapeutica attraverso l’uso della probiotica]

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