10.02.2021 – 08.30 – Un parco naturale non è una semplice area abbandonata a sé stessa, un santuario del verde lasciato crescere selvaggio, ma presuppone un’attenta opera di mantenimento e cura, onde evitarne la trasformazione per l’azione di piante allogene o il danneggiamento a causa dell’inquinamento esterno. E proprio per far fronte alle minacce del cambiamento climatico, l’Area Protetta di Miramare – primo parco marino d’Italia – potrebbe “incassare” dal Ministero dell’Ambiente una tranche dei fondi allocati per 75 milioni in tutta Italia.
Si tratta specificatamente di un programma di interventi per il triennio 2021-2023 destinato a parchi naturali e siti Unesco di carattere naturalistico; in Friuli Venezia Giulia ritroviamo, accanto a Miramare, le Dolomiti Friulane e il Parco naturale delle Prealpi Giulie.
I fondi potranno essere utilizzati per tagliare le emissioni, reagire ai cambiamenti climatici (nel caso triestino l’innalzamento delle temperature marine e la conseguente comparsa di nuove specie “esotiche”), realizzare piccoli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili (pannelli solari, ad esempio), installare infrastrutture per la mobilità sostenibile (con le biciclette, come insegna l’esempio triestino) e inserire mezzi per il monitoraggio, il controllo e il contrasto dell’inquinamento.
Particolare cruciale: i fondi potranno essere incassati direttamente dai Comuni, tramite un apposito bando che verrà messo a disposizione entro fine febbraio. Per l’Area marina di Miramare si tratta del Comune di Trieste, considerato che riguarda le zone di Santa Croce, Prosecco, Contovello e Barcola. Il programma avrà una dotazione complessiva di 15 milioni per il 2021, 37,5 milioni per il 2022 e 22,5 milioni per il 2023.
La possibilità d’aggiudicarsi i fondi per il Friuli Venezia Giulia è stata resa nota dal Gruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, specificatamente i consiglieri Ilaria Dal Zovo, Cristian Sergo, Mauro Capozzella e Andrea Ussai.
[z.s.]


