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lunedì, 3 Ottobre 2022

Cultura e Covid, Zanin: “Un lavoro che, di fatto, non c’è più”

05.01.2021 – 13.10 – “La rassegnazione che sembra emergere anche dal mondo della cultura è un campanello d’allarme che deve farci riflettere e agire rispetto a un rischio da sommare a quello di un lavoro che, di fatto, per cinema e teatri al momento non c’è più: mi riferisco all’alienazione che l’assenza di spettacoli in presenza rischia di scatenare tra un popolo sempre più relegato in casa davanti a tv, pc, tablet e smartphone”.
È quanto sostiene il presidente del Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Piero Mauro Zanin, auspicando “una riapertura controllata e verificata di cinema e teatri per dare respiro immediato e programmazione futura a un settore che, dopo la sanità e assieme a istruzione e formazione, è vitale per la sopravvivenza evoluta dell’essere umano”.
“I ristori sono certamente utili – prosegue Zanin – ma non sono la panacea di mali che potrebbero scatenare ripercussioni a lungo termine sulla condizione psicofisica di giovani e meno giovani, colpiti in maniera diversa ma ugualmente grave da scelte troppo
spesso incomprensibili e contraddittorie quanto, purtroppo, sostanzialmente inefficaci visto l’inalterato perdurare del contagio”.
“Volenti o nolenti, le decisioni operate a livello centrale contribuiscono a scatenare paure e incertezze, irrigidendo di fatto il processo cognitivo che è alla base delle nostre vite.
Serve – conclude il presidente del Cr Fvg – un cambio di passo a tutti i livelli, da quello legislativo a quello esecutivo, spostando lo sguardo sul post-domani e non solo sull’oggi o, peggio, sul ieri”.
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