Friuli Venezia Giulia tra emergenza e fermento, Capozzella: “Grandi opportunità per i territori regionali”

20.01.2021 – 11.00 – Il 2021, nonostante il protrarsi della situazione pandemica, si è aperto per il Friuli Venezia Giulia con grande fermento: sono infatti molte le questioni salienti che si sono intercorse in questo gennaio 2020, alcune innescate certamente dai mesi emergenziali che proseguono, purtroppo, nella loro corsa; altre invece nascono proprio per la crescita e l’innovazione della nostra Regione.
Tra i temi di maggior risalto troviamo sicuramente la questione scuola, tra didattica a distanza e chiusure, nonché le problematiche intercorse in questo periodo nell’ambito del turismo, specialmente quello transfrontaliero, che rappresenta da sempre un elemento cardine per il Friuli Venezia Giulia. 
Molteplici anche i movimenti nell’Aula del Consiglio Regionale, che proseguiranno anche nel mese di febbraio: esempi lampanti sono sicuramente il Ddl Sviluppoimpresa e la nuova legge che disciplina le concessioni di grandi derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico.
Abbiamo parlato di questo fermento regionale con Mauro Capozzella, Consigliere regionale del Movimento 5 Stelle del Friuli Venezia Giulia.

Partirei con il tema caldo del Ddl Sviluppoimpresa, che arriverà in Aula i primi di febbraio; lei e il Consigliere Sergo avete parlato di alcune criticità: quali sono e come ci si sta muovendo per un, da voi auspicato, testo unico?

“In realtà, e purtroppo, non ci si sta muovendo verso un testo unico e, quindi, si predilige ancora il cosiddetto coacervo: un sistema di leggi intricate in cui sostanzialmente vince la burocrazia.
Siamo ancora di fronte a una non-semplificazione, nonostante questa giunta si era detta pronta a snellire, cosa che non sta però accadendo.
Le criticità che abbiamo sollevato riguardano il grande ruolo centrale dato al Cluster della tecnologia, che rappresenta però una realtà microscopica: mi pare quindi salomonico l’accollarsi la centralità della strategia di digitalizzazione di tutta la Regione; penso che servano spalle più grosse.”

In una nota stampa parlava anche del ruolo di Friulia…

“Per quanto riguarda l’accesso al credito, a parte questo finanziamento di mille rivoli e strumenti finanziari, c’è poi l’introduzione, proprio come titolo di legge, dell’ingegneria finanziaria, che spaventa un po’: non tanto perché ci preoccupa la misura in sé, ma perché si mostra in veste di legge un po’ vuota.
Stiamo introducendo in Regione un titolo del genere, quando ci stiamo ancora leccando le ferite per aver perso la banca della regione, che era Mediocredito.
Quindi, se prima non si fa luce sulle cause che hanno portato a perdere la quota rilevante della banca della Regione, mi chiedo come sia possibile, da punto di vista sia etico sia estetico, parlare di ingegneria finanziaria.”

Prima aveva parlato di un Cluster della tecnologia…

“Viene demandato a questa realtà la transizione tecnologica delle imprese che, secondo me, rappresenta un’operazione di facciata quando, in realtà, le nostre realtà, sotto questo punto di vista, si ‘arrangiano’ da sole.
Le imprese non hanno infatti bisogno di un gestore, ma necessitano dell’infrastruttura tecnologica in sé, parlando di fibra o 5G, ad esempio.
Per esprimerlo con una metafora, le imprese non necessitano di un autobus, bensì della strada: una struttura salda che sorregga poi la sovrastruttura.
Parlando di 5G, è necessario avere una posizione netta, decretando la direzione da intraprendere.
Se quest’ultima è una best available technology, allora 5G sia: ma deve essere una scelta chiara della Regione.”

Parlando di enti locali, in una Regione come il Friuli Venezia Giulia, che vive di turismo, quale sarebbe secondo lei il miglior modo d’agire per arginare i copiosi danni causati dalla lunga chiusura delle attività commerciali e degli impianti sciistici?
E, nello specifico, com’è possibile risollevare soprattutto le località che vivono di turismo e commercio transfrontaliero?

“La Regione ha sempre messo a disposizione molti fondi per la montagna e ne metterà senz’altro altri.
Secondo me, la strategia migliore per ripartire, è dare gli strumenti necessari per l’ampliamento dell’offerta turistica.
Non serve parlare solamente di aumento del demanio sciistico, ma, nelle zone transfrontaliere soprattutto, è necessario introdurre diverse componenti, ad oggi mancanti, che magari già si trovano in Austria e Slovenia.
Reinventare il turismo, sia estivo sia invernale, anche in termini di hospitality, in modo da raggiungere, e superare, ciò che si trova passando il confine, dando vita ad una offerta turistica completa nella nostra regione.
Un turismo lento di cui non bisogna solo parlare: è necessario iniziare a metterlo in campo.”

A seguito della legge regionale 21/2020, che disciplina le modalità e le procedure di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni d’acqua a scopo idroelettrico, cosa cambierà nel breve periodo e quali sono, in proiezione, le tappe che dovrebbe affrontare secondo lei il Friuli Venezia Giulia, soprattutto su territorio montano?

“Questa è la grande opportunità per i territori di montagna.
Una legge regionale, uscita all’unanimità dal Consiglio Regionale, con l’impianto della nostra proposta, che rappresenta una grandissima chance da cogliere; ora bisogna viaggiare spediti: in primis con un regolamento e poi con la costituzione di una società idroelettrica regionale.
Siamo davanti ad una prospettiva di 80 milioni di euro al mercato libero dell’energia, portata proprio dal nostro idroelettrico.
Abbiamo invitato i 55 sindaci dei comuni interessati a farsi sentire, perché è arrivato il momento di correre: quest’ultimi chiedono a gran voce innanzitutto i regolamenti attuativi, quindi le regole per la gestione dei bacini.
Dopodiché, la costituzione della società mista, quindi tra pubblico e privato, e infine la riattribuizone delle concessioni, visto che molte di queste sono scadute.”

Occupandosi lei anche di cultura e istruzione, come valuta la scelta di prorogare la chiusura delle scuole e lo scontro con il Tar degli scorsi giorni e perché la questione è stata sollevata dalle opposizioni solo dopo la sentenza del Tar e non prima?

“La nostra posizione è quella del Ministro Azzolina: è giusto, come era stato preventivato, tornare a scuola.
Gli istituti scolastici sono un luogo sicuro, quasi privo di contatto, ma ciò che invece non è sicuro è il come si va a scuola: quindi gli assembramenti di quando si prende, e si è, in autobus.
Abbiamo stigmatizzato proprio ieri il fatto che, il Presidente di un’associazione industriale, chieda la non riapertura della scuola per il postulato, tutto da dimostrare, che le fabbriche sono aperte perché le scuole sono chiuse.
Quindi abbiamo polemizzato su una vera e propria aberrazione: ovvero che gli industriali ingeriscano sul tema scuola.
Noi in realtà abbiamo sollevato la questione anche prima della sentenza del Tar, ci siamo imposti quando l’amministrazione regionale ha dato vita all’ordinanza per la quale le scuole secondarie non potevano tornare in classe in presenza, prorogando la didattica a distanza.”

Quali pensa saranno le ripercussioni che, la prolungata assenza dai banchi scolastici, avrà sui giovani? Specialmente in una fascia d’età tanto delicata come l’adolescenza…

“In questo momento noi raccogliamo lo smarrimento sia delle famiglie sia degli studenti, è molto difficile accettare che gli istituti vengano riconosciuti come un posto sicuro, ma non sia sicuro andarci: qui c’è il fallimento della gestione e della messa in sicurezza del sistema scuola.
Noi puntiamo il dito contro il Trasporto pubblico locale, perché in Friuli Venezia Giulia abbiamo la fortuna di avere sul campo un unico interlocutore che è appunto la TPL e, andando a vedere le linee guida, la peggiore delle ipotesi è un minimo del 50% da far salire sugli autobus, quindi è inutile trincerarsi dietro a giustificazioni.”

Parlando invece del suo percorso professionale: com’è iniziata la sua carriera politica?

“Tutto è iniziato con le amministrative di pordenone del 2016, quindi nella visione della mia Pordenone ripensata in termini di sostenibilità, gestione delle aziende municipalizzate e di ammodernamento.
Nel 2017 c’è stata poi l’apertura di uno sportello unico in Regione, chiamato SOS Anti Equitalia, dove abbiamo raccolto tantissime istanze che hanno portato alla formulazione, durante il Governo del 2018, di aiuti concreti alle persone messe in difficolta da Equitalia. Infine, terminato questo fruttuoso percorso, è iniziata la campagna elettorale per le regionali.”

[c.c]