28.12.2020 – 08.31 – La Regione Friuli Venezia Giulia ha appena stanziato, nella nuova legge di Stabilità, 150mila euro per i Comuni di Monrupino, Muggia, San Dorligo della Valle, Sgonico e Trieste. I fondi serviranno per la pulizia dei boschi del Carso dai rifiuti lasciati dai migranti di passaggio lungo la Rotta Balcanica. Nonostante dunque l’emergenza sanitaria e la connessa crisi economica, la Regione vuole tutelare “aree di pregio naturalistico come la riserva della Val Rosandra” prima che si trasformino in “discariche di vestiti e di rifiuti abbandonati dagli irregolari in transito”.
Il Carso è dal secondo dopoguerra un'”improvvisata discarica” per la popolazione locale residente; nonostante gli sforzi degli ultimi decenni le doline e le grotte continuano a essere luogo di abbandono di rifiuti ingombranti e/o tossici (olii industriali, benzina, amianto, ecc ecc).
L’abbandono dei vestiti da parte dei migranti, spiega l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, avviene “per cancellare ogni traccia del passaggio attraverso la Slovenia per evitare la riammissione così intere aree diventano discariche a cielo aperto”.
“Oggi ci facciamo carico di quest’onere – ha aggiunto Roberti – ma pretendiamo che da Roma arrivi un segno di vita e ci si accorga che il Friuli Venezia Giulia non può addossarsi, oltre ai costi sociali e sanitari, anche quelli ecologici della rotta balcanica. Pretendiamo che il nostro territorio venga salvaguardato sotto tutti gli aspetti e che finalmente ci sia un risveglio davanti al problema dell’immigrazione irregolare. È legittimo – ha concluso Roberti – che il Governo abbia, sul tema dell’accoglienza, visioni diverse dall’Amministrazione regionale, ma di quelle visioni non può essere il Friuli Venezia Giulia a pagare il dazio”.
[i.v.]


