Natale ai tempi del Covid con gli eventi del Centro Diurno di Casa Emmaus

22.12.2020 – 12:40 – L’equipe del Centro Diurno “A Casa Mia” gestito a Trieste dalla “Cooperativa Comunità Educante” collocato all’interno della storica Casa Emmaus ha promosso in questo Natale “anomalo” un serie di iniziative il cui denominatore comune è stato proprio portare a galla i sogni racchiusi in ciascuno di noi. L’idea di fondo è partita proprio dal concetto di sogno inteso come desiderio, ma anche come vita e speranza, a prescindere dall’età anagrafica, nella convinzione che occorra sdoganare la vecchiaia come fase della vita in cui non ci sono più sogni, desideri o aspettative e protesa solo verso un senso di “fine”, di tristezza, di “non possibilità”. Proprio questo senso del possibile, ha portato lo staff del Centro a ricercare delle forme alternative per festeggiare il Natale in maniera serena, gioiosa e allo stesso tempo sicura, senza dover per forza rinunciare alle tradizioni.

Ad aprire i festeggiamenti, quest’anno, l’allestimento del tradizionale abete che è tornato a riacquistare il suo significato originario di “albero dei desideri” (l’albero votivo dove le decorazioni rappresentavano le offerte dei credenti che volevano propiziarsi la buona sorte presso le divinità, ndr) sul quale assieme alle classiche decorazioni sono stati appesi, su delle cartoline, anche i pensieri ed i desideri degli utenti, dei loro familiari e del personale.

Il momento clou dei festeggiamenti, tuttavia, è stato lo scambio intergenerazionale tra nonni e bambini del “Nido come a Casa”, un servizio educativo domiciliare gestito da Valentina Fedele, rivolto ai bambini dai 3 ai 36 mesi e svolto in un ambiente attrezzato e sicuro. Centro Diurno e Nido si sono incontrati via web, grazie alla tecnologia, rendendo così possibile uno scambio di emozioni e saggezza. Filo conduttore dell’incontro via web è stato il sogno di ogni bambino in questo periodo, ossia Babbo Natale, la cui storia è stata narrata da utenti e professionisti del Centro Diurno in una versione un po’rivisitata e che racconta di come il vecchio dalla barba bianca, essendo anziano e talvolta smemorato, abbia bisogno di un valido aiutante per compiere la sua annuale missione senza confondere i regali da consegnare casa per casa.

L’esperienza della pandemia ha fornito a tutti noi una grande opportunità; recuperare un significato più spirituale e valoriale della festività del Santo Natale. La distanza fisica, infatti, in futuro non dovrà più impedire la vicinanza sociale ed emotiva, spingendoci a trovare delle valide alternative e proposte di attività che restituiscano respiro e senso al tempo dei nostri anziani.

cs