09.12.2020 – 14.42 – Il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga aveva promesso, lo scorso settembre 2020, nella scientifica cornice di ESOF 2020, che la Regione avrebbe supportato attivamente il recupero del Porto Vecchio. Non solo con i finanziamenti o con il supporto burocratico, ma in persona, trasferendo l’intero “ecosistema” regionale di uffici, sportelli e sale di rappresentanza dalla zona di Piazza dell’Unità al Porto Vecchio. Una concentrazione di funzioni in un gruppo di magazzini, volto al (doppio) obiettivo di recuperare il luogo e nel contempo attirarvi i cittadini. Cosa fatta capo ha, perchè oggi l’assessore al patrimonio, Sebastiano Callari, ha presentato il progetto “Porto Vecchio” dedicato proprio agli uffici regionali. Se il Recovery Fund includerà il punto franco nord, il consorzio Regione-Comune-Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Orientale disporrà di 150 milioni, con una possibilità reale di trasformazione del quartiere portuale.
Specificatamente la regione si trasferirà nei magazzini n. 2 e 4 che verranno così recuperati, “nel pieno rispetto di tutti i vincoli storici e architettonici”. Si tratta infatti di preziosi esempi di archeologia industriale di fine ‘800, “oggi fortemente deteriorati e non più agibili”.
Il recupero dei magazzini avverrà in maniera “green” e tecnologicamente avanzata: gli impianti di illuminazione e termotecnici saranno aggiornati agli ultimi modelli e la coppia di edifici utilizzerà servizi di informatica e domotica di ultima generazione.
Sempre su questo filone i due edifici sfrutteranno il “moto ondoso” e la “forza del vento” per essere autosufficienti dal punto di vista energetico; insomma a impatto zero. Tuttavia, su questo versante, non è chiaro cosa s’intenda per usare il “moto ondoso” sebbene sia vero che i magazzini costeggino il mare.
La centralizzazione della regione in due soli edifici, dalla portata complessiva di 800 persone, permetterà di velocizzare i servizi, fornendo ai triestini un’unica sede di riferimento. Perchè andare in Porto Vecchio? Al di là della curiosità, delle “corsette” dei runners e delle mostre in Centrale Idrodinamica non vi è stata finora una reale ragione; e il FVG è il primo ad offrirla. Dall’altro, però, sebbene “gli uffici della Regione siano sparsi in modo irrazionale in diverse zone di Trieste”, andrebbe anche considerato come le masse impiegatizie sostengano attivamente decine di bar e ristoranti nel “cuore” di Trieste. C’è, in questo contesto, il rischio di una desertificazione di queste piccole attività; d’altronde capovolgendo il discorso proprio lo spostamento della Regione in Porto Vecchio potrebbe garantire di attirare le prime imprese nella zona, con i primi bar e negozi.
Il progetto presenta inoltre, nella parte centrale dei due magazzini, “uno spettacolare auditorium fronte mare in grado di mettere in collegamento esternamente le parti superiori dei due magazzini” che si connette con un viale alberato che, partendo proprio dalla nuova sede della Regione e attraversando il Porto Vecchio, finisca per raggiungere direttamente l’ingresso della Stazione ferroviaria di Trieste.
Sebbene Callari abbia rassicurato sul rispetto della “storicità” dell’edificio, permangono forti perplessità connesse ai render; quantunque gli interni dei magazzini siano modificabili, l’intervento sembra molto più invasivo di quanto prospettato, senza nessun dettaglio che ricordi l’edificio precedente. Callari non ha inoltre menzionato il masterplan “guida” del recupero del Porto Vecchio, sebbene sia augurabile che il progetto rientri nel recupero complessivo, evitando quello “spezzettamento” criticato ormai da decenni.
[z.s.]



