Confcommercio, i dati delle categorie di un anno da dimenticare

23.12.2020 – 09.30 – Ristori tempestivi e adeguati alle perdite di fatturato, moratorie fiscali più ampie, incluse quelle bancarie, riforma e semplificazione fiscale, annullamento dei tributi, nazionali e non, per i segmenti più colpiti, risorse per il turismo, valorizzazione dei centri urbani e delle attività di vicinato in essi ubicate.
Ma anche sburocratizzazione, infrastrutture, innovazione, incentivi per lo sviluppo di start up, imprenditoria giovanile e femminile e una maggior connessione, anche a livello locale, tra il mondo della scienza e della ricerca e quello produttivo.
Queste le esigenze del comparto emerse dall’Assemblea di Confcommercio Trieste durante la quale, rappresentanti di associazioni e gruppi aderenti, hanno tratteggiato le dinamiche dei rispettivi settori.

“Ci stiamo lasciando alle spalle un anno spaventoso – commenta il presidente della Confcommercio giuliana, Antonio Paoletti – sia in termini di tributo di vite umane al virus, sia sotto l’aspetto economico. Quanto al domani, il futuro si presenta incerto, denso d’incognite e, per ora, avaro di prospettive. Uno scenario che speriamo non debba fare i conti anche con incertezze ed instabilità politica, particolarmente pericolose in un momento che richiederebbe invece unità d’intenti, politiche di sviluppo condivise e obiettivi comuni.
La disamina intersettoriale – spiega Paoletti – evidenzia come, a sfuggire dagli effetti della pandemia, siano stati principalmente solo alcuni ambiti. Il primo è quello degli agenti immobiliari che, pur con un decremento delle transazioni, hanno potuto contare su un mercato rimasto dinamico, vivacizzato dall’appeal del territorio per investitori stranieri e non e dalla riscoperta del valore del mattone da parte della clientela triestina”.

“Il secondo – prosegue il presidente di Confcommercio – è afferente al comparto carburanti che ha beneficiato dell’allineamento dei prezzi dei listini con quelli sloveni e della chiusura delle frontiere con la vicina Repubblica. Tuttavia, il trend positivo del 2020 non sarà certo sufficiente ad assicurare una ripresa solida per un settore che, fra il 2008 e l’inizio del 2019, ha visto ridursi, solo a Trieste, il numero di imprese (da più di 90 alla trentina scarsa attuale) e dei relativi occupati (-60%). Altri settori sui quali l’emergenza non ha inciso sono le farmacie e i negozi di generi alimentari, realtà rimaste attive anche durante il blocco in quanto afferenti a prodotti di prima necessità. Ma le note positive finiscono qui”.

Spulciando tra i dati presentati, fra i bersagli più colpiti dalla pandemia senz’altro il commercio (-30%, specie abbigliamento e calzature), con ricadute particolarmente negative in periferia. A questo riguardo, il Consorzio Centro in Via “Insieme a Opicina” lamenta ammanchi che vanno dal 30 al 50%.
Male anche la GDO. Montedoro ad esempio segnala perdite di circa 12 milioni di Euro, con un -20% abbondante sul 2019. Anno da dimenticare anche per il commercio ambulante (-60%) e pure per gli operatori del Mercato Ortofrutticolo all’Ingrosso che, a fine anno, prevedono un calo del fatturato attorno al 10%.

Le categorie più devastate dai ripetuti stop dell’attività e dal crollo del turismo, sono stati ovviamente agenzie di viaggio e tour operator (tra il -80 ed il -90%), strutture ricettive (fra il -60 e il 70%) e pubblici esercizi (-50%).
“La crisi degli anelli terminali della filiera – riprende Paoletti – naturalmente ha generato un effetto domino, riscontrato ad esempio dagli agenti e rappresentanti di commercio nella misura fra il 30 e il 40%, soprattutto nei segmenti afferenti appunto ad accoglienza e alla ristorazione o dal mondo caffeicolo che, solo nel primo semestre, ha registrato una flessione del 20%.”

A essere toccati dalla pandemia però anche i servizi alle imprese, con gli Spedizionieri del Porto che stimano un decremento complessivo fra il 15 ed il 20%, legato alla discesa dell’import e al mancato coordinamento fra Italia e Slovenia all’inizio della crisi, fattore che ha determinato il fermo dei trasporti e l’accumularsi di giacenze negli hub portuali.
Per gli Spedizionieri, peraltro, la seconda ondata di Covid -19, andando ad interessare fortemente i Balcani, potrebbe arrecare passivi ancora più rilevanti da quelli generati dalla prima.

Il 2020 sarà un anno negativo pure per gli Agenti Marittimi (-10%), trend da ascrivere al calo dei traffici di petrolio e rinfuse liquide nonché allo stop del traffico crocieristico.
Paoletti nel corso dell’Assemblea ha poi evidenziato l’impegno svolto dall’associazione, su vari fronti, a beneficio delle imprese a cominciare dall’assistenza alla consulenza fornita dagli uffici ad oltre 800 aziende per fruire di contributi, agevolazioni ed opportunità di vario carattere.

Sul versante istituzionale, in relazione alla Regione FVG, Confcommercio ad esempio ha cooperato nella stesura dei protocolli di sicurezza, ottenuto l’attivazione di varie linee di credito favore dei Confidi, la sospensione dell’Irap e del pagamento delle rate dei finanziamenti agevolati.
Il confronto con l’amministrazione comunale ha invece consentito il rinvio del pagamento dei tributi Tari, Cosap e della tassa sulla pubblicità e l’utilizzo dei dehors da parte dei pubblici esercizi e dei negozi al dettaglio.

Un’altra azione è stata svolta attraverso il CATT, il Centro di Assistenza Tecnica per le imprese del Terziario, che si è tradotta nell’erogazione complessiva di quasi 33 milioni di Euro, afferenti a contributi a fondo perduto per il Turismo, bonus sulle locazioni commerciali e ai Bandi Covid-1 e Covid-2.Da ricordare anche l’impegno dell’Ente Bilaterale del Turismo e del Commercio che ha predisposto fondi ad hoc sia a beneficio dei dipendenti dei due settori che hanno fruito degli ammortizzatori sociali a zero ore o con riduzione di orario di almeno 100 ore (oltre 1.000 le domande pervenute) che delle imprese  per le spese sostenute per la formazione inerente alle disposizioni anti-Covid e l’acquisto dei dispositivi di protezione individuale.

[c.c]

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