21.12.2020 – 14.35 – Un nuovo sistema di telemedicina sviluppato dalla Protezione civile FVG con la collaborazione della Regione e di Insiel, grazie ad un investimento di un milione di euro proveniente dai fondi donati dai cittadini attraverso la campagna benefica “Aiutaci ad aiutare” lanciata all’inizio dell’emergenza Covid-19. L’iniziativa, presentata oggi dal presidente Massimiliano Fedriga e dal vicepresidente con delega alla Salute Riccardo Riccardi, è già partita in tutte le tre aziende sanitarie regionali, e prevede la distribuzione sul territorio di 1500 kit, ognuno composto da un tablet dotato di sim dati e software preconfigurati, un pulsossimetro e un termometro. “Grazie alla generosità dei cittadini della nostra regione” ha spiegato il governatore “in Friuli Venezia Giulia è possibile affrontare il tema dell’assistenza domiciliare sfruttando al meglio e coniugando la tecnologia e le competenze professionali dei nostri medici per garantire un salto di qualità che mette davvero al centro le persone garantendo loro supporto direttamente a casa propria”. “Uno strumento innovativo” ha continuato “il quale verrà utilizzato anche una volta che sarà terminata l’emergenza Coronavirus, valorizzando il ruolo dell’assistenza territoriale.
Tramite il kit di telemedicina le persone verranno infatti monitorate costantemente e potranno dialogare con il medico, che in caso di necessità potrà intervenire rapidamente, in tal modo, ha evidenziato Fedriga “diamo ai cittadini la garanzia di un monitoraggio costante che colma i vuoti tra una visita medica e la successiva, rendendo più tempestive le risposte sanitarie e riducendo le ospedalizzazioni, soprattutto tra i soggetti fragili e gli anziani”.
“Il più grande errore che potremmo fare” ha aggiunto Riccardi “è ridurre l’emergenza Covid-19 ai soli aspetti clinici che in realtà sono solo parte del fenomeno perché anche la solitudine e la paura, soprattutto in un’emergenza pandemica, sono fattori di rischio. Per essere davvero vicini alle persone abbiamo quindi bisogno di sburocratizzare l’organizzazione sanitaria e digitalizzarla facendo in modo che tutti ricevano la dovuta assistenza anche senza doversi recare in ospedale”.
Attraverso questa iniziativa, ha continuato il vicepresidente, “i medici di medicina generale, che assieme ai distretti e alle Usca sono anelli fondamentali della catena della salute, avranno uno strumento in più per fare il proprio lavoro e i pazienti coinvolti dal progetto avranno le prime risposte ai loro bisogni di salute già tra le mura di casa. Inoltre, stiamo valutando l’organizzazione di spazi all’interno delle strutture territoriali nei quali le persone con maggiori difficoltà nell’uso di questa tecnologia riceveranno aiuto per l’uso del kit di telemedicina, riducendo così la minimo gli spostamenti necessari”.