13.11.2020 – 10.35 – Nè di venere nè di marte ci si sposa nè si parte. Tirate fuori i cornetti rossi, ferri di cavallo o correte a raccogliere quadrifogli: oggi è venerdì 13. Ma come mai questa data, nell’immaginario collettivo, si pensi porti sfortuna? Innanzitutto, bisogna partire dal numero: la fobia del 13, infatti, è molto diffusa, tanto che ha un vero e proprio nome ed è la “triscaidecafobia” (dal greco τρεισκαίδεκα treiskaídeka, “tredici” e φόβος phóbos, “paura”) ovvero l’irragionevole paura del numero 13, solitamente legata alla superstizione e più in generale alla cultura popolare.
La superstizione con buone probabilità arriva dal fatto che 13 erano le persone presenti all’ultima Cena di Cristo, ed il tredicesimo era Giuda; al numero si collega poi il giorno della settimana, il venerdì, ovvero quando morì Cristo.
Il numero è tuttavia considerato segno di discordia in molte culture, legato alla mitologia scandinava, ad esempio, questo numero è reputato un segno di malaugurio anche in altre parti del mondo: 12 erano infatti i semidei fino all’arrivo del tredicesimo, Loki, dio della grande astuzia e degli inganni ma anche della distruzione, crudele con gli uomini.
Tra le curiosità proposte da Skuola.net su questa credenza, è che non in tutti i paesi è il venerdì ad essere temuto, ad esempio in Grecia e in Spagna è il martedì. Infine, curiosità forse meno nota, sono numerose le compagnie aree nel mondo che non hanno il posto 13 a bordo.
e.b


