10.11.2020 – 15.59 – “L’allarme lanciato dal sindacato di anestesisti e rianimatori conferma quanto avevamo affermato nei giorni scorsi: il Friuli Venezia Giulia ha raggiunto i livelli di guardia sia nei Pronto Soccorso che per quanto riguarda le terapie intensive”. Lo sottolineano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, che affermano, nella loro nota alla stampa: “Quanto dichiarato dagli operatori fa capire che la situazione non è rosea, come sbandierato fino a poche ore fa dal presidente Fedriga e dall’assessore Riccardi”. Continua quindi, sul fronte del Coronavirus, tra maggioranza e opposizione in Regione Friuli Venezia Giulia, il confronto anche sul piano politico oltre che su quello sanitario. “La Regione”, scrive il Movimento 5 Stelle, “rispondendo alle nostre domande, ha sempre minimizzato ogni problema affermando di avere 175 terapie intensive attive. I medici però ritengono che solo 45 siano posti dedicati ai pazienti Covid, aggiungendo che questi posti sono ormai saturi e che in ogni caso per implementarli servirebbe personale che attualmente non c’è. Il caso emblematico è quello di Udine”, aggiungono i consiglieri Ilaria Dal Zovo, Cristian Sergo, Andrea Ussai e Mauro Capozzella, “con 50 posti di terapia intensiva sulla carta ma solo 21 per i Covid. Oggi è lo stesso Fedriga a dichiarare alle televisioni nazionali di prendere molto sul serio quanto affermato da anestesisti e rianimatori, quando poche ore prima i direttori dei dipartimenti, magari sollecitati da qualcuno più in alto, replicavano a quello stesso comunicato, ribadendo che le terapie intensive sono complessivamente 175, ma senza di fatto smentire la gravità della situazione. La sensazione è che Fedriga e la sua Giunta siano in evidente difficoltà”, concludono i consiglieri. “Sarebbe il caso che il presidente si assuma la responsabilità di scelte mirate, che siamo pronti a sostenere con lo spirito collaborativo che ci ha sempre contraddistinto, per evitare di mettere completamente in ginocchio un sistema sanitario già in difficoltà e di finire in zona arancione o rossa”.
[c.s.]


