14.11.2020 – 12.02 – I positivi al Teatro Verdi di Trieste? Una situazione, quella di una persona sicuramente positiva fra il personale dello storico teatro cittadino, emersa nel corso della settimana, poi smentita, e poi successivamente nuovamente confermata in mezzo alle difficoltà nell’ottenere riscontro e capire con chiarezza l’esatto numero di persone che all’interno della struttura erano state contagiate dal Covid-19 e nel reperire informazioni precise, pur se chieste. Infine quindi, fra mercoledì e giovedì, la comunicazione di Asugi: i positivi del teatro Verdi (risulta positivo quindi in effetti un certo numero di persone, non solamente una) sono monitorati, assieme alla situazione generale, dal dipartimento di prevenzione di Trieste. I concerti e le attività del teatro in ogni caso erano già state sospese a seguito delle disposizioni del Dpcm del 24 ottobre, e verranno recuperati successivamente.
I positivi del Verdi non suonavano strumenti a fiato e altri tracciamenti che potrebbero essere utili sono ancora in corso. L’atto di suonare uno strumento a fiato da parte di una persona venuta in contatto con il virus (l’essere semplicemente positivo al tampone, va ricordato, non significa né essere malati, né allo stato attuale delle ricerche sul Covid-19 essere con certezza infettivi) pone in effetti il pubblico della platea in una situazione di rischio maggiore? Non è confermato. Espellere l’aria attraverso uno strumento consente in effetti di amplificare centinaia di volte l’emissione, ma la vera domanda è il pericolo posto dalle particelle di aerosol che potrebbero raggiungere gli spettatori. Studi condotti in maggio in Austria e in Germania da ricercatori che hanno mappato il percorso dell’aria dal naso e dalla bocca dei suonatori attraverso lo strumento con l’uso di una soluzione salina tracciabile hanno verificato che, suonando, nessuno degli ormai famigerati droplet arrivava oltre la distanza raccomandata e ormai nota di circa un metro e mezzo; nel caso di alcuni strumenti, gli ottoni ad esempio, le particelle di soluzione salina non uscivano proprio, e il peggiore di tutti, ma comunque sicuro, era il flauto, che la proiettava fino a circa un metro. Anche quello della pericolosità degli strumenti a fiato sembra quindi per ora un falso bersaglio e serviranno altri studi.
Per quanto riguarda il teatro stesso, il programma settimanale era stato ridotto fino a ieri venerdì 13 novembre, giornata in cui sarebbero dovute riprendere normalmente le prove dei musicisti (che spesso possono essere seguite anche on-line); la biglietteria resterà chiusa fino al 24 novembre 2020. Tutto da rivedere, in ogni caso, alla luce delle nuove disposizioni per la regione Friuli Venezia Giulia.
[m.p.][r.s.]


