Confindustria, Agrusti: con il Covid, “temo la fine della coesione sociale”

03.11.2020 – 20.35 – Teme, Michelangelo Agrusti, oltre alla recessione economica ormai già fortemente pronunciata, la fine della coesione sociale in Italia: “Non possono esistere lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Nei settori penalizzati dalle misure di contenimento ci sono migliaia di imprenditori, di lavoratori, di famiglie; e vanno tutelate”. Così il presidente di Confindustria Venezia Giulia , che confida in un’esclusione dell’industria da un nuovo possibile lockdown, in un’intervista al Messaggero Veneto uscita in edicola oggi; Confindustria stessa ha poi rilanciato parte dell’intervento di Agrusti via Social.

Secondo il presidente, se buona parte dell’economia dovrà di nuovo fermarsi da questa settimana, diverrà necessario disporre di un Recovery Fund più robusto, in quanto l’industria non potrà non risentirne e c’è piena consapevolezza del fatto che lavoratori e imprese andranno aiutati. “Gli ambienti di lavoro”, ha dichiarato Confindustria Venezia Giulia, “hanno resistito al rischio contaminazione nella prima fase della pandemia, ma non sappiamo quanto sarà possibile ora. Per contrastare il virus la nostra associazione adotterà tutte le iniziative possibili, prima in testa quella di incontrare nuovamente i sindacati. L’auspicio è che l’industria possa tenere i motori accesi e che quanto prima arrivino le quote di vaccino promesse dal Governo”. In merito alla proroga del divieto di licenziamento, Agrusti ha affermato che nelle aziende nessuno attende una sorta di “click day” per mandare la gente a casa; il presidente ha infine detto di aver chiesto un incontro alla Regione Friuli Venezia Giulia affinché arrivi al tavolo con il Governo sapendo quali esigenze infrastrutturali materiali e immateriali servono e rivendicare la quota necessaria alla Regione, con priorità la sanità, poi infrastrutture autostradali, ferroviarie, banda larga, trasformazione digitale dell’industria e della pubblica amministrazione.

[c.s.]