Camminando sulle acque del golfo con Briciole! (riviera di ponente…da Barcola a Duino)

27.11.2020 – 13.00 – Usciti dalla città con una serie di rotatorie da grandeur francese, passata la zona dei muscolosi canottieri, che hanno sempre goduto della mia stima, invidia e astio in un unico concentrato di sentimenti, si arriva al piccolo porticciolo antistante il parcheggio! Lì l’accesso al mare è improbo, specialmente per i pachidermi, se non con un tuffo carpiato con triplo avvitamento! La risalita, poi, si rivela ancora più ardua, tanto che, nelle rare occasioni nelle quali non ho resistito al richiamo del mare, per non sfigurare, o meglio fare figure di merda, restavo in acqua fino a tramonto inoltrato, finché non sentivo crescere le branchie sul mio corpo atletico, per poi risalire con calma olimpica e l’agilità di un lottatore di sumo, lontano da occhi indiscreti! Perché ci andavo? Per il solito stucchevole motivo, perché era pieno di dighe (ops…benedetto correttore!)!
Poco dopo inizia la pineta. Sono un triestino atipico, non l’ho mai frequentata troppo, non ci ho mai disteso un’amaca, non ci ho mai acceso un barbecue, non ci ho mai distrutto un tavolo da picnic con una pallonata, neanche negli anni in cui si poteva!

Gli scogli che la costeggiano non mi hanno mai attratto, adoro la comodità della spiaggetta pigra dai ciottoli rotondi, dove puoi entrare in acqua un dito alla volta! Ho provato comunque spesso il suo pavé da Parigi-Roubaix, per far contente un paio delle mie fidanzate passate, misteriosamente attratte dalla postazione e da queste posizioni da fachiro sugli asciugamani! Io per amore sono disposto a tutto, mi modello come creta.
La scomodità la sopportavo, meno gradita era invece l’interruzione, ogni 30 secondi netti, di una voce che chiedeva: “amigo…vuoi pareo, occhiali da sole, bambolina, accendino?”, sgradita a tal punto da dover porre un ultimatum alla mia compagna: “o io o loro!”, e uscendone sempre sconfitto! Le dimensioni contano! Finita la pineta, salutata la simil Sirenetta giuliana, evitato l’arenile pericolosissimo, fonte di scivoloni da Paperissima sui massi ricoperti da alghe, si arriva alla spiaggetta del Cedas, sede dei bagnanti più temerari, quelli che non si arrendono al passare delle stagioni e nemmeno alle intemperie climatiche!
Posto tra l’altro scelto anche per il “clanfin” invernale e primaverile, che speriamo tutti torni presto! Poco dopo iniziano i Topolini, zona per gli amanti dei tuffi, dei gavettoni, degli schiamazzi giovanili! Zona da modelle minorenni, fighetti in monopattino e stagionati tombeur de femme dall’abbronzatura color mogano!

Poi inizia il pezzo che corre vicino alla strada, adesso non ci andrei neanche sotto tortura, nemmeno su lusinga sessuale, ma un tempo sono stato assiduo frequentatore del posto fronte l‘ex California assieme a compagnie giovanili! Lì ho conosciuto il mio primo flirt estivo, come dimenticarlo?
Beh, a parziale giustificazione porto il fatto che avevo bevuto un paio di drink e che in costume le donne sono tutte belle! Gli ormoni hanno il sopravvento, le idee si annebbiano, si formano improvvise cataratte, un po’ come succede in discoteca! Poi al mattino ti accorgi che hai rimorchiato Mariangela Fantozzi, ma ormai la frittata è fatta, almeno un giorno ci devi stare assieme! Scavalcando il carnaio che ti sbarra a volte la strada, in un delirio di lettini e asciugamani, a passo lento si arriva alla zona del bivio, un posto amatissimo da molti triestini di ogni età, che io ho sempre utilizzato per bagni notturni! Più in là all’imbocco del parco abbiamo Sticco, ritrovo di bagnanti raffinati, che amano essere trattati con i guanti bianchi!
I
prezzi lievitano con il crescere delle maree, ma ultimamente sono giustificati dal fatto che un paio di volte a stagione devono rifarlo a causa di qualche mareggiata! Passato il parco di Miramare, fiore all’occhiello della città, meta di passeggiate antistress e di riflessioni filosofiche, sede pure di amori
sbocciati (tesoro ricordi?) e finiti (stronza ricordi?) si arriva nella zona di Grignano!

Anche qui la pazzia giuliana fa sì che qualcuno si apposti ai margini del porticciolo, tra taniche di gasolio per barca e vecchie carcasse di natanti! Più in là si ergono gli stabilimenti carini carini di “Grignano 1” e “Grignano 2 – la vendetta”, con il suo ascensore intubato, passione di claustrofobici provenienti da tutto il mondo! Inizia la
bellissima Costiera, con il suo susseguirsi di villette con accessi al mare faraonici, spiaggettine, ora deliziose, ora orribili, fino alla zona da me preferita: i Filtri! Certo, andarci in certi orari o in certe giornate festive è impossibile, ora poi che è stato istituito un divieto di sosta continuo, solo lo scooter è consigliabile, nemmeno il monopattino è in grado di inerpicarsi sulla erta via che dal mare porta alla strada principale! Lì è tutto bello, soprattutto il profumo di ginestre che si mischia con la salsedine e con quello di fritto misto che proviene dal ristorantino adiacente! I più audaci e meno pudici, attraverso un sentierino avventuroso possono arrivare alla zona naturista! Laggiù si ergono dei manufatti…no aspetta, non voglio essere frainteso! Forse meglio usare altri termini per descrivere alcune costruzioni improvvisate che contengono materassi, asciugamani, sdraio, pentole, piatti, bicchieri e attrezzi di ogni tipo!

Beh, non ho mai creduto troppo alla filosofia del naturismo come stile di vita, mi limiterò a dire però che un bella nuotata come mamma mi ha fatto ha il suo perché! Certo, se uno è amante dell’abbronzatura, meglio abbia una super protezione adeguata per evitare grigliate di civa e wurstel o di bruciare le mozzarelle in carrozza! Qualcuno può obbiettare che tanti ci vanno a fare i voyer, ma che vuoi guardare, se il rapporto uomini-donne è 100 a 1, e quell’una spesso ha il fisico di un boscaiolo della penisola della Kamcatka; sembrano avere un cartello appeso con scritto “non mi guardare!”, giammai lo farei, chi rischierebbe un distacco di retina! Passate le varie insenature, facendosi largo tra campanacci di ogni misura, stando attenti a non scivolare, per non rischiare di aggrapparsi ad appigli sconvenienti, si arriva a Canovella degli Zoppoli, una specie di limbo tra la zona “tutti nudi appassionatamente” e quella “tutti con costumi firmati” del bagno più “IN” della costiera giuliana “Le Ginestre”! Là nessuno può entrare, se non ha almeno un conto nascosto nei paradisi fiscali e una Lamborghini in garage! Alcuni anni fa ci portai una mia amica trentina in visita, per fare colpo come si fa andando in un ristorante di lusso, salvo poi scoprire che avrebbe preferito un bel pomeriggio di sano nudismo, mannaggia a me…ne indovinassi mai una! Ora il luogo è ulteriormente impreziosito dalla vicinanza del “Cardamomo”, dove fingo sempre di portare le mie conquiste femminili, prima di deviare improvvisamente per qualche osmiza carsica, adottando le giustificazioni più fantasiose! L’unico bagno dove all’entrata ti chiedono il saldo del conto corrente!

Procedendo verso ovest si incontra la Costa dei Barbari, vabbè i frequentatori spesso non hanno i miei stessi gusti sessuali, ma chiamarli barbari mi è sempre sembrato eccessivo! Ai margini di questo posto per temerari esploratori senza costume, da qualche anno è nato Portopiccolo, con tutte le attrazioni possibili e immaginabili per chi vuole festeggiare la giornata mondiale del fancazzismo! Bello, bellissimo, bellino,
bruttino, eccezionale, terribile, fantastico…il tutto in un complesso solo! Lì una volta sorgeva la vecchia cava, coi suoi pontili e le sue spiagge improvvisate, fintamente vietate al pubblico! Quanti bagni diurni o notturni ci ho fatto, quanti tuffi spericolati, quando ancora l’infiammazione del nervo sciatico era lontana!
Ci andavamo con fidanzatine vere o presunte, per trovare un po’ di privacy ed evitare la calca di Castelreggio, spiaggetta tenera e delicata, dove però imperversano bimbi dai 0 ai 55 anni! Un po’ più in là, oltre il parcheggio e il porticciolo di Sistiana, c’è la Caravella, i miei genitori mi ci portavano da bambino, ci sono tornato anche da giovane un po’ scapestrato! Ricorderò sempre una gita in canotto con tre amici verso la spiaggia sotto il castello von Thurn und Taxis, non tenendo conto che tornare sarebbe stato controvento e soprattutto controcorrente! Risultato: venti minuti all’andata e 2 ore e mezza al ritorno, col favore delle tenebre, come dice uno famoso di cui non ricordo il nome!

Oltre la spiaggia di cui ho accennato, alla quale si arriva solo via mare o dopo corsi di alpinismo, c’è il porticciolo di Duino, con la sua Dama bianca, minuscolo e affascinante, il limite estremo della provincia è costituito dal Villaggio del Pescatore, famoso per i suoi falò epifanici e per il dinosauro Antonio, poi, dopo le affascinanti foci del Timavo con la sua cattedrale gotica un po’ spettrale, si entra in provincia di Gorizia, per gli amici-nemici Bisiaccheria, e qui mi fermo! Un piccolo cenno voglio dedicarlo ai ricordi di Marina Julia, ricordi di giovane uomo con le partite di beach volley, le scottature perenni alla schiena, la sabbia che entrava in ogni anfratto dello zaino, mutande e panini compresi! Una tortura per noi triestini abituati alla nuda roccia, ma per qualcuno la spiaggia non è spiaggia senza la sabbia! Ricordi di uomo adulto con le gite in
bicicletta, le eterne passeggiate sulla battigia infinita, le gite con mamma e papà, i canali infestati dalle zanzare, ma comunque romantici al tramonto, e poi Scarlett, che lì era di casa, perché come dice De André in una sua canzone “è stato meglio lasciarci che non esserci mai incontrati!”! Ricordi di un posto non bello, ma che ho amato molto e spero di amare ancora! Magari per esorcizzarlo dovrò andarci in altra piacevole compagnia, ho già qualcuna in mente! Ma questo posto ricco di ricordi molto felici e molto tristi mi richiama una dedica! Questo pezzo è in memoria di Corradin…amico romagnolo dal cuore grande e dal sorriso gentile!

[M.L.]

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