05.11.2020 – 16.40 – A più di un anno dal crollo del soffitto dell’Acquamarina, gli oltre duemila utenti che utilizzavano la struttura di riva Ottaviano Augusto non possono ancora beneficiare delle cure terapeutico-riabilitative che quella piscina garantiva. «La struttura di Grado è per molti troppo lontana – denunciano le associazioni di volontariato, fra le quali anche la consulta dei disabili, in una conferenza stampa svoltasi stamattina al Caffè San Marco – mentre alla Pineta del Carso di Aurisina gli utenti con disabilità fisica hanno ricevuto il diniego ad utilizzare la piscina, consentita solamente ai 40 utenti con autismo e ai 25 iscritti all’attività di bocce». Per tutti loro rimaneva l’opzione Ancarano, ma con la chiusura dei confini a causa della pandemia, anche quest’ultima piscina risulta inaccessibile.
Da qui la richiesta del coordinamento che la città si doti al più presto di uno – se non addirittura due – impianti terapeutici. A tal proposito sono state raccolte già seimila firme e altre tremila verranno presentate al Comune nei prossimi giorni. La loro richiesta però non si limita alla costruzione di una piscina termale qualsiasi, bensì «di una struttura che offra effettivamente i servizi che erano soliti usufruire nella piscina in Sacchetta, necessari alle persone con particolari carenze nelle capacità di movimento. Per questo motivo le associazioni di volontariato chiedono di venire convocate dal Comune, in modo da avere certezze sulla tipologia di impianto che, come promesso ripetutamente da Sindaco e Giunta, sorgerà in Porto Vecchio.
g.p


