Una cabinovia a Trieste? Gli ambientalisti contrari: Meglio un servizio tram

13.10.2020 – 12.00 – Negli ultimi tempi si è parlato molto della possibilità di realizzare un servizio di cabinovia (detto anche “ovovia) che colleghi Opicina alle Rive. Un gruppo di associazioni triestine (Fiab, Tryeste, Legambiente, Bora.La, Spiz, Cammina Trieste, Aidia, Zeno, Fridays For Future e Uisp Fvg) ha ribadito oggi durante un incontro pubblico la propria contrarietà al progetto, ritenuto insostenibile dal punto di vista ambientale, poco compatibile con la realtà paesaggistica e urbana di Trieste ed eccessivamente costoso.
Per questo, le associazioni hanno lanciato una raccolta firme che sostenga una controproposta ritenuta più ragionevole: utilizzare i 45 milioni di finanziamento previsti per realizzare una moderna linea di tram.
La Giunta Dipiazza ha infatti recentemente adottato la Variante N. 6 al Piano Regolatore Comunale che contiene la previsione di realizzare un’Ovovia che colleghi Opicina alle Rive con solo due stazioni intermedie (Bovedo e Porto Vecchio). L’ovovia, con una portata di 2000 persone all’ora, avrebbe cabine da 10 posti che partirebbero ogni 20 secondi e che in 13 minuti arriverebbero sulle Rive. Entro dicembre il Comune deve presentare la documentazione per chiedere al Governo il finanziamento di questa infrastruttura.

L’analisi delle associazioni ambientaliste ha riscontrato numerose criticità e contraddizioni. Per prima cosa c’è l’insostenibilità economica dei più di 3 milioni di euro di costi annui di gestione ordinaria che sarebbero pareggiabili ipotizzando la cifra di 7 milioni di passeggeri all’anno (21mila al giorno, in media) I problemi legati al vento, inoltre, impedirebbero il suo utilizzo per almeno 30 giorni all’anno, il che la renderebbe un’opzione poco appetibile per un pendolarismo quotidiano. Inaccettabile l’impatto ambientale dovuto al taglio del bosco di Campo Romano per realizzare la stazione di partenza e il nuovo parcheggio da 780 posti auto, all’impatto paesaggistico dovuto al passaggio a poche decine di metri dal Faro della Vittoria all’attraversamento del Porto Vecchio tra gli edifici. Infine, non vi è chiarezza riguardo al soggetto gestore, alla responsabilità della manutenzione e soprattutto alla poca integrazione che l’ovovia avrebbe con il resto del trasporto pubblico triestino.

Le associazioni hanno proposto in alternativa una moderna linea tram. Con lo stesso investimento di 45 milioni di euro si collegherebbe un asse fondamentale del trasporto pubblico cittadino: la Stazione con piazza Foraggi. La proposta delle associazioni si inserirebbe all’interno di una visione di trasporto pubblico su ferro più ampia che prevede 2 linee di tram: una costiera da Barcola a Campo Marzio e una che penetrerebbe il tessuto urbano cittadino dalla Stazione a Borgo Sergio. Un punto di forza di questa proposta è che si creerebbe una sinergia con la rete ferroviaria esistente, aprendo la possibilità nel futuro di avere dei collegamenti su ferro con dei tram-treno sia verso nord fino al Trieste Airport, sia verso sud fino a Muggia e in prospettiva anche a Capodistria.

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