13.10.2020 – 08.00 – Nonostante il risalire dei contagi abbia radicalmente mutato le previsioni economiche per l’Europa, sostanzialmente non sembra aver intaccato – almeno per il momento – la sfera della logistica e dei trasporti marittimi: come durante la scorsa primavera 2020, gli analisti prevedono un diminuire dei traffici durante il 2020 e un veloce recupero durante il 2021, il “rimbalzo” verificatosi anche nella stessa economia a giugno e luglio, quando era cessato il lockdown.
Il settimo Rapporto Annuale “Italian Maritime Economy” di SrmIntesa Sanpaolo in quest’ambito conferma le previsioni iniziali: per il trasporto marittimo complessivo la stima per il 2020 è di un calo del 4,4% e per il 2021 di un incremento del 5%. Va peggio per i container con un calo del 7,3% per quest’anno, con un totale di 742 milioni di Teu movimentati. È lo stesso dato del 2017, tre anni addietro; e trasmette un po’ l’entità del danno, al di là delle cifre e delle sigle. Il Mediterraneo, in questo contesto, rimane ancora una via di transito importante per le navi porta container, avendo ancora il 27% dei 500 servizi di linea mondiali via nave.
Nel contesto italiano, con riferimento al traffico liquido, compaiono cinque porti, rispettivamente Trieste, Cagliari, Augusta, Milazzo e Genova. I cinque scali contano per il 69% degli idrocarburi movimentati; e in questo contesto è Trieste a detenere il primato con 43,3 milioni di tonnellate.
Fonti: SrmIntesa Sanpaolo, Il nuovo rapporto 2020 Italian Maritime Economy presentato alla NSW


